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Gestire il potere al meglio L'esclusione di Caro Amico dal Fallimentone 2008 assume per la Tartuca un'ulteriore vittoria dopo il no del maghetto in agosto. Il cavallo non poteva ieri essere escluso con motivazioni sanitarie, poiché lo stesso non è stato né sottoposto ad esami radiografici, né a visite accurate, per cui l'unico motivo di esclusione riguarda le misure della sua morfologia. E questo aspetto tecnico fa emergere a chiare note l'influenza che esiste nel cordone ombelicale tra Castelvecchio e il po-bravo ragazzo. L'esclusione in questa fase di Caro Amico arriva al culmine di una strategia silenziosa messa in atto, con estrema bravura, dal Capitano della Tartuca Carlo Arezzini, che mai può permettersi il lusso di ritrovare sul tufo il cavallo con cui si è visto ridimensionare notevolmente la propria impostazione strategica. Figuriamoci poi se Caro Amico dovesse continuare anche a vincere; solo a pensarci Arezzini cambia colore di pelle. Per cui la migliore soluzione è stata quella di un'eliminazione mirata e calibrata, costruita con quell'intelligenza sublime che da almeno un ventennio Castelvecchio è riuscita a ricamarsi nel mondo paliesco. Certo è che oggi manovre del genere, pur con un un fascino eccezionale, com'è quello di rimandare in stalla Caro Amico, non appaiono poi tanto ammantate di silenzio, sia perché il maghetto, per quella sua innata mania di essere il dominatore assoluto della scena, si sputtana ogni qual volta apre bocca, sia perché i riflettori sono troppo mirati a quel sotterraneo tunnel illuminato che da Castelvecchio porta dentro il Palazzo di tutti i Palazzi. Comunque, questa esclusione di Caro Amico è un tocco di classe di come si sappia gestire il potere; anche se una volta il Comune di Siena era il garante che le regole valevano per tutti in modo uguale ... Amministrazione compresa. Così, semplicemente. Sergio Profeti 11 marzo 2008 |