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Le plateali sceneggiate del maghetto e del pacchetto dei veterinari

I livelli di teatralità, anche comica, a cui si è assistito in queste giornate di misurazioni equine sono il miglior biglietto da visita dello sfascio che ci attende per il 2008. La presenza del sommo maghetto, assieme a Pepe, assomiglia ad una aperta sfida al mondo contradaiolo per far vedere chi comanda. La presenza del maghetto e di Pepe è abusiva sotto tutti i profili, e ha trovato nel po-bravo ragazzo un valido artefice. Forse il maghetto non se ne è ancora reso conto, anche se è riuscito a sminestrare e addormentare izyno facendo nominare Giovagnoli all'interno del Fallimentone, ma attualmente la sua è una presenza solo abusiva, visto che manca la nomina formale. E' certo che, forse, la nostra redazione dovrebbe anticipare di qualche mese la documentazione di cui è in possesso e che inchioda il maghetto come principale nemico della Festa della città. Il maghetto, Magnaghi e Pepe, devono ancora essere nominati come veterinari e non è detto che lo siano, anche se si presentano con il nulla-osta di Giuseppino della Mucchina. Comunque, ancora i giochi non sono fatti. La situazione è praticamente al collasso proprio perché izyno ha lasciato campo aperto ad un maghetto che non si accorge dei problemi dei cavalli, li considera adatti alla Piazza e arbitrariamente li esclude solo dopo la soffiata di rito (leggi luglio 2006, caso Desmon). Non parliamo poi del metro comprato in una rivenditoria di oggetti usati londinesi da parte di Romagnoli, nel suo recente soggiorno inglese; non parliamo nemmeno della misurazione laser. Non parliamone perché si ha la sensazione che questi plateali e teatrali veterinari abbiano una concezione primitiva del mondo del Palio. E' evidente che, nel momento in cui izyno offre loro carta bianca, ed il po-bravo ragazzo, senza le indicazioni del sottobosco di Castelvecchio, riesce solo a fare fotografie al metro ottocentesco, il maghetto spadroneggi nel settore e costruisca le basi di uno sfascio generale ben evidente e concreto. Il maghetto, come gli altri tre veterinari che lo contornano, non possiede, dopo dieci anni, la minima professionalità per inquadrare il cavallo adatto a correre in Piazza del Campo. Certo è che il maghetto non si è ancora reso conto dell'ennesima sputtanata che ha preso davanti ad izyno per merito di un altro personaggio di vita paliesca, seppur dalla configurazione legale. In quell'occasione il balbettio del maghetto era fin troppo evidente. Sì, è giusto che la nostra Redazione anticipi di qualche settimana i documenti di cui è in possesso e che possono liberare il Palio di Siena dall'esibizionismo plateale del maghetto. E non solo.

Sergio Profeti

10 marzo 2008