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Chi è più pericoloso: Ciampoli o il Maghetto?

Se il Palio, sotto l'aspetto equino, potesse presentare il volto dell'ironia, ci sarebbe da lanciare, con i nostri tre quotidiani lettori, un sondaggio per rispondere all'interrogativo, magari con un premio finale consistente in una fotografia a mezzo busto, ma incorniciata, di Izyno più o meno sorridente. Purtroppo la situazione equina è tale che non è  permesso più di effettuare un'analisi con ironia, meritando entrambi di scomparire dal pianeta Palio. I danni che entrambi hanno recato alla festa sono talmente enormi che non occorre più una semplice riformattazione per ripartire, ma saranno necessarie ben due riformattazioni. Sospinti entrambi dall'idea di poter passare alla storia del Palio, sia Ciampoli che il Maghetto, nel ristretto giro di appena 3-4 anni, sono riusciti a scalfire le sicurezze con cui il pianeta equino si è sempre saputo disimpegnare e più che agiscono indisturbati e più che queste scalfiture rischiano di trasformarsi sempre più in profonde ferite. Colpa del loro indiscusso stra-potere, che non vuol dire assolutamente competenza paliesca, non può essere trovato nel terrificante asse (Izyno - po-bravo ragazzo) che è al centro dell'organizzazione paliesca, ma se Ciampoli e Maghetto hanno coltivato terreno fertile le colpe devono ricadere sulla struttura contradaiola, specialmente là dove i timorosi 17 capitani hanno preferito recitare il ruolo di vittime predestinate, piuttosto che porsi a baluardo di uno sconfinato sfascio della Festa. E se i cavallai possono essere addormentati e addomesticati da introiti economici che mai arriverebbero nelle loro tasche, purché non creino problemi, i 17 Capitani, eletti dai rispettivi popoli, hanno, in pratica, assecondato completamente le arbitrarie ed antiregolamentari iniziative assunte prima da Ciampoli e poi dal Maghetto, quest'ultimo nella veste di "luce del Magnaghi". Riformattare per due volte questi due personaggi procurerebbe alla Festa un salutare passaggio verso gli anni che ancora devono parlare il linguaggio paliesco. Continuare con Ciampoli e Maghetto significa, senza appello, spingere una festa già sfasciata verso un baratro profondissimo. E per impedire l'irrimediabile tocca ai capitani agire, senza attendere la lista con cui scegliere pro o contro le indicazioni di Capitanbruschelli.

La numerosa redazione di Sunto

6 novembre 2007