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I rattoppi di Mociano ridicolizzano l'abusiva pista

La serie di cadute, con i cavali che sono partiti di quarto, in occasione degli striminziti galoppini nell'abusiva pista di Mociano di giovedì scorso, mettono ancora in evidenza, con puntuale cura ed attenzione, il pressappochismo organizzativo del Fallimentone ed il grande business annuale delle riparazioni. Il rattoppo di S. Martino, dove sono caduti due cavalli, ha evidenziato tutta l'incuria organizzativa sia nel mantenimento della costosissima e abusiva pista, che nella cosiddetta riparazione. Nel S. Martino di Mociano, da tre anni a questa parte, esiste un profondo solco dovuto alle insistenti piogge che hanno procurato una canalizzazione in superficie che viene ogni anno coperta da terra fresca. E' opportuno ricordare che sotto a psta esiste un intreccio di canalizzazioni, ben otto chilometri, che, evidentemente, non funzionano, vuoi perché non si effettua la dovuta manutenzione dei "cordoli della pista, con taglio periodico delle erbe e trattamento diserbante", come prevede il contratto con i nipoti affittuari, vuoi perché nell'azione di rattoppo della pista la ditta incaricata (quella dei fratelli Trapassi) ha ben pensato di attenersi solo all'operazione di riempimento, evitando di andare a fondo per risolvere la problematica. E' evdente che, proprio in considerazione della presenza delle tubazioni, non si può pensare di ricostruire il S. Martino di Mociano, ma provvedere, almeno con un minimo sforzo operativo, a rendere meno pericolosa la pista ci sembra un atto più che dovuto, e che rientra abbondantemente nell'abbonamento di rattoppi che annualmente i soldi della Mucchina fanno fronte. L'abusiva pista di Mociano presenta in quel tratto un'alternanza tra terra durissima, che non viene bagnata, e terra di riporto, non perfettamente amalgamata con a precedente. Si tratta, insomma, di un rattoppo costituito semplicemente nel riempimento delle buche. E finché va tutto bene ... Certo è che le uniche responsabilità dirette sono da parte del po-bravo ragazzo, e del suo ufficio; ancora distanti anni luce dal pensare ad un'organizzazione di un complesso "gioco" così delicato.

23 aprile 2007