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L'occasione per tornare a puntare sulle Fornaci

Una notizia del 30 novembre da parte dell'agenzia Agipronews, ha portato a conoscenza del mondo dell'ippica nazionale del netto ed immediato taglio economico al settore. Il commissario straordinario dell'Unire, il conte Guido Melzi d'Eril, ha presentato la sua cura dimagrante per salvare l'Unire ed il mondo delle corse. Si tratta di far sparire, tra galoppo e trotto, 2800 corse e ridurre il montepremi complessivi da 250 a 215 milioni di euro. La cura dimagrante deriva dal conto in rosso dell'Unire che ammonterebbe ad oltre 50 milioni di euro, mentre in Francia il montepremi complessivo aumenterà del 5%. In uno scenario abbastanza tempestoso come quello dell'ippica nazionale l'ippodromo-galoppatoio di Pian delle Fornaci rischia ancora un'annata in banco, sia perché Izino e Cici non hanno un soldo da destinarvi, sia perché sedi minori e "sopportate" come Siena rappresentano per l'Unire occasioni di sfoltimento. L'occasione, quindi, è ghiotta per dirottare alle Fornaci una parte dei soldi della Mucchina sul Fallimentone 2007 (i milioni di lire a disposizione sono ben 800) in modo tale da rimettere in funzione la pista e renderla usufruibile sia per le corse del circuito comunale che per gli allenamenti che dal prossimo febbraio si intensificheranno per i cavalli inseriti proprio nel Fallimentone 2007. Certo è che sia Izino che Cici dovranno abolire tutte quelle sedi della "compagnia di merende" tanto cara ai disse  senesi (DS), che sono riusciti a manipolare l'attenzione su strutture e merende come quelle di Monteroni d'Arbia e Abbadia di Montepulciano. L'impianto delle Fornaci, trattandosi di  impianto di proprietà comunale, presenta le stesse garanzie di addestramento e allenamento per i cavalli che ritroveremo in Piazza del Campo, dopo aver ricevuto la raccomandazione veterinaria di Ciampoli e Reitano; e si tratta di un impianto dove Panezio, Rimini, Saputello e Urbino de Ozieri sono cresciuti e abituati a correre con gli altri cavalli. Le Fornaci meritano quell'attenzione necessaria non tanto per gli obblighi istituzionali da parte del Comune di Siena, quanto per la storia e le capacità tecniche che ha sempre dimostrato di possedere. Merende, colazioni e imposizione dei disse (DS) a parte.

3 dicembre 2006