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Cosa si nasconde dietro il silenzio dell'«Albo delle mamme equine»

Il silenzio, che, opportunamente, la dilettantistica struttura amministrativa ha fatto calare sul cosiddetto «Albo delle mamme equine», possiede tutte le caratteristiche principali dell'imbarazzo. Non si comprende, infatti, perché Izino il successore, o, se si preferisce, il veterinario Ciampoli, evitino di far conoscere quante e quali sono le "mamme" che nell'immaginario amministrativo dovrebbero produrre tanti e tanti soggetti da Palio per azzerare definitivamente i viaggi in terra sarda. L'impressione, che è collegabile all'inspiegabile silenzio comunicativo, fa pensare all'ennesimo costante fallimento dentro il Fallimentone. Ci sono tre soluzioni da vagliare: il numero delle "mamme equine" è numericamente basso che Ciampoli e Izino il successore si vergognano nel presentare le cifre. Altra soluzione riguarda, come abbiamo sempre avuto modo di scrivere, il scarso risultato dell'accoppiamento, nel senso che molte "mamme" non sono rimaste piene a conferma del fatto che non si può pensare di impiantare da un giorno all'altro un allevamento che produca immediati risultati palieschi. Terza soluzione del "silenzio" riguarda quegli "aspetti amichevoli" con cui Izino il successore ha ammantato tutta la sua gestione del Fallimentone, dal 2001 al 2005, come sarà facilmente dimostrabile in tribunale l'8 maggio 2006. Di certo, comunque, il silenzio sull'«Albo delle mamme equine» è veramente preoccupante e denota di per sé il fallimento. Certo, se le mamme equine fossero state, ad esempio, 20-25 (numero sufficiente per pensare ad un parco cavalli nostrale) Izino e Ciampoli avrebbero quotidianamente esultato. Non è stato così, segno che l'«Albo delle mamme equine» è un fallimento. Uno dei tanti.

Sergio Profeti

28 novembre 2005