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L'articolo
de Il Cittadino per la divisione dei soldi della Mucchina
Esaltazione del Fallimentone
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A conferma che il Fallimentone, della gestione
amministrativa di Izino, abbia prodotto sempre la nullità, c'è sia il progetto
verso il fondo arabo, miseramente fallito per mancanza di strutture
organizzative, sia l'albo delle fattrici. Grazie all'attenzione che mostra Il
Cittadino Oggi, ieri il mondo contradaiolo è venuto a conoscenza, finalmente,
del numero delle fattrici iscritte: addirittura 29, un fallimento dentro il
Fallimentone. Numero esiguo e rinseccolito, che dovrebbe far vergognare l'intera
struttura che ha concepito questo aborto, da Izino a Ciampoli, passando
naturalmente dal direttore Pocci. Ammesso, e non concesso, che tutte le fattrici
producano un puledro, nel 2011, anno previsto per il debutto sul tufo dei
"nati", vedremo sicuramente tre castroni ed indovinate un po' come si
chiameranno! Davanti a questi risultati i Capitani devono mettersi in testa di
bloccare la struttura organizzativa del prossimo Fallimentone 2006, ponendo
delle basi strutturali concepite da mentalità paliesca; quella mentalità che,
naturalmente, viene a mancare proprio nel "trio arabo" che ha la
pretesa di tirare le fila. Mentre Ciampoli rilascia interviste sulla validità
della sua legge, che tende ad escludere dalla tratta i soggetti che abbiano
corso dieci giorni prima della previsita, il Comune di Siena non si è ancora
accorto che il 2006 paliesco sarà povero di riferimenti sul tufo, vista la
"cancellazione" di un nutrito numero di soggetti. Non sempre l'azione
di riappiccicamento, attuata nei confronti di Berio, produce effetti
positivi. Ecco, di conseguenza, e visti gli obiettivi che Ciampoli vuole
raggiungere, che i Capitani devono imporre nuove strutture organizzative al
Fallimentone 2006. Prima di tutto l'eliminazione degli "over", che si
mettono in contrasto con gli scopi iniziali (quelli del 1999) della nascita del
Fallimentone. Poi l'incremento organizzativo di corse nel circuito comunale, che
terrà impegnato per un tempo maggiore il direttore Pocci, per una valutazione
più approfondita di quella che viene esposta sull'abusivo terreno di Mociano e
su quello raccomandato dal partito-padrone di Monteroni d'Arbia. C'è di più:
c'è da cancellare l'Albo dei proprietari, evitando così l'esercito dei
prestanome, e quello dei cavalli, vista la sua inutilità nel momento in cui si
sviluppano le fasi della previsita. Insomma, i Capitani hanno tra le mani la
ghiotta occasione di bloccare un progetto che porta al suicidio, o, meglio, allo
sfascio della Festa. Siamo sicuri che, come gli onorandini (16+1), i Capitani
non riusciranno a gustare l'occasione per salvare la Festa. Davanti al
potere nessuno ha il coraggio di voler individuare su quali "i"
vanno messi i puntini. Così, semplicemente.
Sergio Profeti
23 settembre 2005
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