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Ecco spiegato il motivo per cui il Comune di Siena si è visto ridurre la durata di occupazione

Era apparso molto strano che il Giudice Ferrari, nel pronunciare il dispositivo della sentenza agraria che, almeno in un primo momento, ha fatto stra-esultare il successore e tutti i compagni di Giunta, avesse ridotto l'arbitraria occupazione dei terreni di Mociano da parte del Comune di Siena. Non solo la riduzione temporale prevista dal comodato, che avrebbe dovuto scadere nel 2022, ma era stata la data di scadenza precisa, pronunciata da Ferrari, che aveva lasciato, lì per lì, perplessi. Le interpretazioni sulla decisione si sono rincorse, tant'è che il successore, il quale, evidentemente, di tutta la vicenda non è riuscito suo malgrado ad afferrarne il senso, in occasione della sua teleguidata interrogazione orale, da parte del fedele compagno Lapisti, pronunciava una delle sue abituali tesi comiche, sostenendo che il Tribunale agraria senese aveva accolto le ragioni del Comune. Ebbene, la riduzione della durata di occupazione rappresenta una vera e propria sconfitta per lo stesso Comune di Siena. Chi scrive si augura che non sia la sola che la lettura della sentenza ci riserverà. Dunque, perché il Tribunale è entrato anche sulla durata del comodato? La lettura più vicina alla realtà è che il comodato, firmato dai nipoti-affittuari dalla loro mamma e dal Comune di Siena, sia stato ritenuto nullo e, se così fosse, si tratterrebbe di una clamorosa sconfitta da parte del successore e di tutto l'apparato comunale. Solo la lettura della sentenza, già depositata ed in attesa di essere pubblicata, potrà stabilire se la nostra tesi sia esatta o meno. Per il momento, a conferma di ciò che stiamo scrivendo, esistono gli atti ufficiali, cioè le cosiddette "bozze della sentenza". Il Presidente Ferrari ha stabilito, il 7 dicembre scorso, che l'occupazione sui terreni di Mociano debba terminare il "17 giugno 2013". Perché? Perché il Tribunale agrario ha esaminato il contratto dei "terreni agricoli", stipulato tra i nipoti e la loro zia, la professoressa Maria Caterina Gentili, non per la durata di 6 anni, come era stato stabilito tra le parti, bensì per i "legali" 15 anni e ciò perché si tratta di un contratto d'affitto "non in deroga", quindi della durata massima di 15 anni. Il contratto è stato registrato il 17 giugno 1998 e, di conseguenza, tutti i tasselli tornano al loro preciso posto. 15 anni, dal 17 giugno 1998, scadono il 17 giugno 2013. L'azione legale intrapresa dal Comune di Siena è, di conseguenza, fallita, come è fallito il contratto di comodato, sottoscritto il 3 giugno 2002 e della durata di 20 anni; contratto che sarà dichiarato nullo. Questa interpretazione che abbiamo dato alle carte ufficiali, cioè alla bozza della sentenza, costringerà il Comune di Siena a restituire il terreno di Mociano nella stessa "configurazione" che esisteva prima dell'occupazione, ricostruendo l'originale stato dei luoghi con un'altra spesa consistente di circa 200 milioni. Con la data del 17 giugno 2013" il Tribunale di Siena ha accolto la tesi del Professor Comporti, tesa a dimostrare che i nipoti-affittuari avevano la piena disponibilità dei terreni, bocciando, di conseguenza, l'azione legale promossa dal Comune di Siena che dall'esito della sentenza è uscito vittorioso solo in modo virtuale. Il ripristino dei luoghi di Mociano, infatti, avverrà, dopo 11 anni di sfruttamento della pista, a spese della comunità senese, o, meglio, degli assessori-compagni (o loro eredi) che hanno avvallato la realizzazione dell'impianto sportivo. Adesso il compito di ribaltare la situazione a Firenze appare ancor più agevole per la professoressa Gentili, cui basterà focalizzare che i nipoti-affittuari, percependo un compenso di 24 milioni di lire annui hanno, di fatto, realizzato un vero e proprio sub-affitto, come ha sempre sostenuto il Giudice-relatore Chini. L'attesa per la lettura della sentenza è, come si può comprendere, sempre più pressante.

Sergio Profeti

10 gennaio 2005