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L'Ajax ha vinto il campionato olandese

Il veterinario Roghi dovrà dimettersi

Si stanno stringendo sempre più le vie di fuga per il Veterinario Roghi, messo con le spalle al muro da una situazione che non era stata né considerata, né prevista. Il clamoroso dietro-front, sull'esatta "lettura" dei dati anagrafici degli equini promossi nel listone del Fallimentone 2004, non fa che rappresentare la faciloneria con cui Roghi e Pocci si sono mossi in questo 2004 e, al contempo, dimostrano l'estrema leggerezza organizzativa del meccanismo che il successore ha gestito in questi tre anni. Il "Progetto equino" si è trasformato progressivamente in un fallimentone perché a stabilire le problematiche organizzative è subentrato il veterinario Roghi che, non solo non ha assolto i compiti tecnici che gli spettavano, ma ha rosicchiato la mano del successore in modo tale da diventare il vero fulcro organizzativo e decisionale dell'intero progetto. Lo dimostra la presenza attiva e decisionale assunta da Roghi nel recente incontro con i cavalli, con alcuni dirigenti presenti ed il successore assente. Ma i risultati sono alla portata di tutti e stanno progressivamente venendo fuori. Roghi è rimbalzato in un ossicino di pony e, allorché si è reso conto che il suo gioco veniva smascherato dai risultati, eccolo correre ai ripari, in modo, comunque, goffo, pesante e arrangiato. Cavalli ormai decisamente "sputtanati" nell'ambiente da molti mesi, hanno trovato consacrazione amministrativa proprio attraverso il duo Roghi-Pocci, poiché non va mai dimenticato che gli stessi cavalli avrebbero potuto, e dovuto, correre a Monticiano se la pioggia non si fosse trasformata in un'ideale alleata della coppia. Se il Veterinario Roghi fosse certo di aver agito nel pieno rispetto dell'ordinanza del Sindaco di Siena del dicembre 2000 dovrebbe presentare in settimana la lettera delle sue dimissioni, già scritte e pronte alla fine della scorsa estate. Ma le dimissioni di Roghi non potranno essere mai accettate per il semplice motivo che non saranno mai scritte, mai più.

Sergio Profeti

11 maggio 2004