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Gli arrosti del regolamentino del Fallimentone 2004 Quando si copia bisogna farlo bene per non farsi accorgere che, appunto, si sta copiando.Non solo bisogna farlo bene, ma occorre usare anche un po' di testa e, di conseguenza, di immaginazione. Capita così che per il regolamentino del Fallimentone 2004, all'Albo Pretorio dalla vigilia di Natale, il Comune di Siena della gestione del successore riesce a combinare il più clamoroso degli arrosti di copiatura che la storia ricordi. Non si tratta degli immancabili refusi di cui la gestione amministrativa del successore ci ha abituati, qui si tratta di un vero e proprio sbaglio dovuto ad un copiaticcio di basso profitto, tant'è che sarà opportuno che i cosiddetti "tecnici" comunali provvedano a rimediare, con altro atto deliberativo, perché il filo logico della delibera sia attuabile nel momento in cui dovranno essere assegnati i soldi della Mucchina. Cos'è accaduto? E' accaduto che, per strafare, il "nuovo ufficio" organizzativo, che ha preso il posto di quello decapitato, ha, di fatto, creato una situazione imbarazzante. L'art. 9 del 2004, rispetto a quello del 2003, si è arricchito di un comma (il b) che avrebbe dovuto far scalare le sanzioni, previste dallo stesso articolo nei confronti dei cavallai, e che, al contrario, ha creato un vero caos, che può essere recuperato solo attraverso un'altra delibera. Vediamo nei particolari. Nel 2003 i cavallai venivano radiati se non consentivano "la visita veterinaria del proprio soggetto", oppure se vendevano "il proprio soggetto senza autorizzazione della Commissione". Questi erano i commi (a) e (b). Inoltre, sempre nel 2003, i cavallai non ricevevano il contributo se non facevano partecipare il proprio soggetto alle "corse e/o prove di addestramento" dopo aver ricevuto l'invito; oppure se non iscrivevano il cavallo alle tratte dei due Palii. Si trattava dei commi (c) e (d). C'era poi da rilevare che i cavalli di 3 e 4 anni non avevano l'obbligo di essere iscritti alla tratta (comma d), anche perché veniva loro impedito d'autorità. Tutto questo accadeva nel 2003. E nel 2004 cosa succede? Succede che il Comune di Siena inserisce un nuovo comma il b) che è assurdo ed inutile nella sua attuazione pratica: i cavallai devono "dichiarare tutti i trattamenti farmacologici fatti al cavallo dal momento dell'iscrizione all'Albo in poi". Fin qui niente di ancora clamoroso, ma nel momento stesso in cui il "nuovo ufficio" deve far scalare i commi, per applicare le sanzioni ai cavallai, ricopia fedelmente, nel 2004, le disposizioni del 2003. Così, nel 2004, i cavallai saranno radiati se non fanno visitare il cavallo alla Commissione (come nel 2004), oppure se non dichiarano i trattamenti farmaceutici cui sottopongono il cavallo. I cavallai perderanno poi il contributo se venderanno il cavallo senza autorizzazione della Commissione (nel 2003 venivano invece radiati), oppure se non faranno partecipare il cavallo alle "corse e/o prove di addestramento". Se, invece, non presenteranno il cavallo alla tratta non incorreranno in alcuna penalità! C'è di più i cavalli di 3 e 4 anni non avranno più l'obbligo di partecipare alle "corse e/o prove di addestramento". E' il caos dello sfascio più completo, specialmente se non verrà aggiustato il tiro con un nuovo atto amministrativo. Ma gli arrosti del regolamentino del Fallimentone 2004 non si fermano qui. Nell'art. 12 è stato inserito il concetto di antidoping, senza la casualità che era prevista nel 2003. Ebbene, non si riesce a comprendere il motivo per cui la Commissione Tecnica del Fallimentone debba avere un "insindacabile giudizio" di prelievo anche in occasione della previsita, visto che questa è una fase del Palio e non certo dell'addestramento. Si sono così create tutte le condizioni necessarie per l'ingovernabilità delle due Commissioni, tant'è che quella paliesca viene ad essere sottoposta a decisioni "insindacabili" da quella del Fallimentone. C'è, infine, rispetto al 2003, da rilevare (art. 6) che la certificazione originale del cavallo deve essere quella dell'UNIRE e non più dell'ENCI. I cosiddetti cavalli "da sella italiano" non potranno così più essere presenti nel Fallimentone (è il caso di Urban). Sergio Profeti 30 settembre 2003 |