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Cosa avrebbe dovuto fare il Comune di Siena? Da oltre sei mesi, da quando cioè la Professoressa Gentili ha denunciato pubblicamente gli abusi commessi volontariamente dal Comune di Siena sui suoi terreni, andiamo a tenere quotidianamente (o quasi) compagnia ai nostri lettori sulle vicende legate a questo "crac amministrativo". Un crac che, con l'ignobile decisione (per una mentalità di sinistra) di scaricare le responsabilità su altri, decisione presa la scorsa settimana dall'Addolorato, ha assunto i contorni della comicità. A vedere, con il passo del gambero, gli eventi c'è da chiedersi il motivo per cui l'Addolorato, assieme ai suoi addoloratini, stia cercando di spostare il vero problema delle proprie colpe verso terzi personaggi della vicenda. Se, in effetti, come vorrebbero candidamente dimostrare, tutti gli addoloratini e l'Addolorato fossero stati in buona fede avrebbero dovuto tenere un comportamento decisamente diverso da quello che emerge dagli atti ufficiali che nessuno, in nessuna sede giudiziaria, può mettere in discussione. Allorché ricevuta a metà aprile 2002 la prima delle due diffide della professoressa Gentili, l'Addolorato, non solo avrebbe dovuto fermare i lavori, ma si sarebbe dovuto precipitare a Viterbo per cercare il dialogo con la stessa Professoressa. Così non è stato. Anzi, in atteggiamento presuntuoso ed arrogante l'Addolorato ha sollecitato formalmente e freddamente la stipula del comodato. Sono questi i passaggi che inchiodano l'Addolorato, che fanno emergere la sua chiara mala-fede in tutta l'operazione. C'è da chiedersi se sia veramente questa la "gestione di sinistra" che ha portato in alto la città di Siena. Sergio Profeti 21 gennaio 2003 |