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La pista promessa di Mociano è stata costruita abusivamente Incredibile, semplicemente incredibile: una delle due proprietarie del terreno su cui è sorta la «pista promessa» ha dato mandato ai propri legali di denunciare l'abusiva realizzazione dell'impianto. Ed ora rilassatevi. Questi i fatti: ieri sera abbiamo ricevuto presso la nostra abitazione una telefonata. Con una voce ferma e matura la persona ci ha detto: «Sono la Professoressa Maria Caterina Gentili, sorella di Pietro Gentili, e proprietaria al 50% con mia cognata Valeria Cappelli di tutti i terreni e strutture di Mociano. La informo che ho dato mandato al mio legale di denunciare il Comune di Siena per aver occupato senza il mio permesso la mia proprietà». Calma, è necessario che la Professoressa Gentili ripeta un po' tutto: «Io non ho mai autorizzato il Comune di Siena a costruire l'impianto nel mio terreno. Mi trovo fuori Siena da molto tempo ed attualmente sono ancora alle prese con dei problemi per una frattura ad una vertebra. Sono venuta a conoscenza della costruzione della pista grazie ad una mia cara amica che da Siena mi ha spedito un articolo de La Nazione dove erano pubblicate delle foto con le ruspe in azione. Quando ho visto le ruspe in quel luogo, che è il mio preferito perché si trova a ridosso di un bosco ed in piena zona di ripopolazione faunistica, ho dato subito incarico al mio legale di svolgere le opportune considerazioni. Io non ho mai dato disposizioni affinché venisse costruita la pista sul mio terreno». La telefonata si conclude con gli scambi dei numeri telefonici. Ed ora le considerazioni, le nostre numerose considerazioni che proseguiranno per molti giorni. Queste considerazioni sono tante che non sappiamo da dove iniziare e, per non sbagliare mai, iniziamo dal primo atto pubblico, la delibera di Giunta n. 78 del 30 gennaio 2002. Gli assessori presenti in quell'occasione sono 7, oltre all'Addolorato; assenti in tre: Cinelli Colombini, Garibaldi e Grignani. La delibera riguarda la costituzione del comodato per la pista di addestramento di cavalli da Palio. A metà del deliberato si legge testualmente: «Considerato che le Sigg.re Cappelli Valeria e Gentili Maria Cristina, contattate in via breve da questa Amministrazione Comunale, proprietarie del terreno di cui trattasi, si sono dichiarate disponibili, con nota del 28 c.m. (NdR 28 gennaio), alla cessione in comodato gratuito al Comune di Siena allo scopo di realizzare l'impianto di cui trattasi». Quindi, in un atto pubblico, è stato affermato che le due proprietarie del terreno hanno entrambe firmato, dopo essere state interpellate, il 28 gennaio, due giorni prima della deliberazione di Giunta, un'autorizzazione per la realizzazione dell'impianto. La versione della Professoressa Gentili è completamente opposta all'atto pubblico deliberato da un Ente territoriale come il Comune di Siena. Il fatto che la professoressa Gentili abbia dato mandato di promuovere un'azione legale nei confronti del Comune di Siena significa che l'atto non risulta veritiero e che l'intera Giunta si sarebbe resa responsabile di un falso. Non vogliamo, adesso, ripercorrere tutte le fasi e le polemiche che abbiamo sempre e continuamente avanzato sulla costruzione della pista, sempre apparsa come un'infantile bizza dell'Addolorato. Lo faremo in un successivo periodo. Adesso ci interessa focalizzare l'intervento della Professoressa Gentili, reso spontaneamente nei nostri riguardi. L'immediata sensazione che abbiamo raccolto è stata quella non tanto di uno sfogo come tale, quanto di opportune precisazioni su una questione che, ne abbiamo la certezza, sta per esplodere. Abbiamo sempre sostenuto che appariva "molto strana" la concessione gratuita di un terreno ad un Ente amministrativo da parte di privati. Alla luce delle dichiarazioni della Professoressa Gentili ci rendiamo conto che l'intera problematica necessita di una trasparenza amministrativa di prim'ordine. Cosa c'è dietro? E perché nella delibera si parla di assenso scritto di entrambe le proprietarie se una di queste ha dichiarato di esserne completamente estranea? La lettera del 28 gennaio porta veramente in calce due firme autentiche? Ma quante domande ci sentiamo di formulare dopo le dichiarazioni che abbiamo ricevuto! Adesso, per fugare immediatamente ogni dubbio, deve essere resa pubblica questa lettera del 28 gennaio con le due firme. Un ritardo suonerebbe come un tam-tam di morte. Tanto ormai la denuncia di parte è già scattata e, questa volta, non esisteranno insabbiamenti. Statene certi. Così, semplicemente. Sergio Profeti 21 giugno 2002 |