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Problemi di identità per il palietto di Legnano All'indomani della conclusione del palietto di Legnano, vinto con esperta autorità di Giuseppe Michele Pes, è già iniziato nella cittadina lombarda il conto alla rovescia per il prossimo anno, pur non senza polemiche. La questione che attualmente viene dibattuta sulla stampa locale riguarda la costruzione di uno specifico impianto dove indirizzare l'attività paliesca, giustificando la traslazione dal campo sportivo alla nuova pista come l'occasione per un grande rilancio del palietto. L'immagine della corsa di Legnano, se verrà abbandonato il "tondo" dello stadio comunale, subirebbe un duro contraccolpo negativo. Il palietto è nato e si è sviluppato lì e, di conseguenza, errore sarebbe cambiarne fisionomia. Non si tratta di migliorie, si tratta di salvaguardare le proprie caratteristiche, e questo vale per ogni palietto d'Italia. A Ferrara, ad esempio, si corre a sinistra ed è una specifica particolarità; a Legnano la corsa è alternata da batterie e finale ed una sua rivisitazione darebbe modo di una forte insicurezza organizzativa. Questo perché ogni realtà (Fucecchio è un capitolo a sé viste le gravi lacune organizzative e di identità) ha caratteristiche proprie ormai ben definite e riconosciute. Se Legnano cambierà, sistema e luogo dove correre, non solo perderà una sua caratteristica ma si incanalerà verso un "tunnel di riforme" progressive che porterà inevitabilmente verso il basso. Del resto, tutti i palietti ruotano attorno ad un rapporto consistente con i fantini, e sono questi che fanno emergere o meno una competizione. Indovinate qual'è la "molla" che spinge i fantini a girare l'Italia. Sergio Profeti 10 giugno 2002 |