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Il Palio
arriva in Consiglio regionale, ma non per ricevere onori
ed apprezzamenti. Infatti l´interesse verso la
manifestazione, a cui anche la Regione contribuisce, è
dovuto all´aspetto meno edificante dell´edizione 2002:
l´abbattimento dei tre cavalli infortunatisi in pista.
Ben sette consiglieri di altrettanti partiti dell´opposizione di centrosinistra si sono occupati
della vicenda con un´interpellanza al presidente del
Consiglio regionale, il leghista Roberto Cota. Forse mai
la manifestazione astigiana aveva goduto di un simile
bagno di popolarità tra le mura del «parlamento»
regionale. Il documento è firmato dai consiglieri
Moriconi (Verdi), Caracciolo (Sdi), Chiezzi (Pdci),
Papandrea a Contu (Rifondazione), Di Benedetto
(Riformatori-Margherita) e Suino (ds). Numerose le
domande poste dai sette consiglieri: vogliono sapere dei
controlli compiuti sulla salute e l´idoneità dei
cavalli, quale destino è toccato agli animali portati
via feriti dalla pista e dove si sono smaltite le
carcasse di quelli soppressi, quali verifiche si
compiono per accertare la reale identità dei cavalli e
la rispondenza ai documenti che li identificano. A
giudizio dei firmatari occorrerebbe «rivedere tipo e
modalità dei controlli sui vari aspetti della
manifestazione, fissando precisi test di controllo e
metodi integrativi per l´identificazione dei cavalli».
Più nello specifico la Regione «dovrebbe predisporre
linee guida per i Palii che indichino caratteristiche
delle piste, impiego di cavalli più robusti e lenti,
l´obbligo di regolamenti soggetti al parere del Servizio
regionale competente, la divisione delle funzioni tra
commissioni veterinarie nominate dagli organizzatori ai
fini dell´assistenza clinica e quella del Servizio
veterinario pubblico con compiti di vigilanza sanitaria
a cui conferire, comunque, la responsabilità gerarchica
sul benessere del cavallo». La Regione, dunque, non più
solo «sponsor», del Palio, ma qualcosa di più?
Mariangela Cotto, assessore regionale, assidua al Palio
della sua città, commenta: «La sicurezza va costruita
insieme. In questo caso è il Comune a doverla garantire
in modo da evitare incidenti. Ma se la Regione è
chiamata a collaborare di certo non si tirerà
indietro».
f. c.
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