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Al palietto di Asti si è visto di tutto

Le incredibili, disgustose e vergognose riprese televisive; gli altrettanto stupidi, disgustosi e vergognosi interventi del cronista televisivo; le raccapriccianti forme disorganizzative del palietto di Asti hanno fatto da corollario ad una penosa rappresentazione di uno dei palietti più ricchi d'Italia e, per questo motivo, "frequentati" dai fantini che gironzolano sul tufo di Piazza. Da questa incredibile disorganizzazione, emersa con estrema disinvoltura dalle provettine per arrivare al Palietto vero e proprio, emerge un desolante quadro che deve far riflettere certe realtà italiche. Ad Asti, quest'anno, probabilmente si è toccato il fondo a livello organizzativo, vanificando tutte le condizioni emerse in inverno in uno dei tanti convegnottoli sulla salute del cavallo da palietto. che sembrano destinate solo a riempire le giornate. Se si osserva il quadro di Legnano e di Asti, per passare da Fucecchio, sempre più desolatamente proiettato a sparire, si ha l'impressione che la storia dei Palietti d'Italia stia attraversando un pericoloso periodo, non solo di identità. La presenza dei fantini, battezzati come "senesi", produce oggi ancora notorietà; e l'attrazione per le confezioni di "tortellini" è ancora ben presente. C'è da chiedersi, semmai, cosa accadrà nel momento in cui le sciatte forme  organizzative supereranno il richiamo ai "tortellini".

Sergio Profeti

17 settembre 2002