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Dire di no alla rai non significa nascondersi

Chi sostiene che proibire la presenza della Rai sul tufo sarebbe indice di voler nascondere, per paura, agli occhi del mondo il Palio, parte da meccanismi completamente artefatti e non rispondenti all'esatta impostazione del problema. Siena non ha nulla, da secoli, da nascondere, tutt'altro. Basterebbe evidenziare che questo è l'unico spettacolo del mondo, e nel mondo, che può essere visto gratuitamente per cancellare l'obiezione delle paure articolate dai fautori della Tv di Stato. Se Siena avesse paura, infatti, non farebbe accedere, gratuitamente, alle 30 mila persone di Piazza la possibilità di "vedere" il Palio. In una società poi così super-tecnologica, dove, dopo due minuti il filmato della Rai finisce in internet, c'è da chiedersi cosa si debba nascondere. Il problema, invece, ha ben altra configurazione. Le due ore di diretta Rai, riempite con una cadenza di filmati e "conversazioni" tipiche dei periodi da pensionario avanzato, rappresentano un motivo di morboso interesse per il telespettatore che, fortunatamente, è paurosamente calato negli indici statistici. La morbosità attorno al Palio è tale che l'ondata degli animali rappresenta il più squisito risultato di ipocrisia vivente, come risulta dagli ultimi due anni. Il fatto che tutti i 10 cavalli escano da Piazza sconvolge l'attenzione degli animalai che si appiccicano davanti alla televisione con il fax già acceso e pronto a vomitare accuse contro la Festa. Staccare la spina a questo flusso di immagini, come sollecitava oltre 10 anni fa l'allora consigliere comunale Orlandini, che oggi si rimangia naturalmente tutto, è un  comportamento civile di salvaguardia della Festa che necessita di ritrovare equilibri ormai smarriti, grazie al format antistorico prodotto annualmente dalla Rai. Dire no alla Rai significa proteggere la Festa, altro che paura di nascondere chissà quali intrighi. Ma dire di no alla Rai significa, essenzialmente, rinunciare a quel "contributo" che tiene in vita il carrozzone del Centro commerciale. Quindi, senza tanti giri di parole e di filosofie ritagliate all'occasione: la rai a Siena continuerà ad esserci solo  per una questione di soldi. Tutto qui; tutto così, semplicemente.

La numerosa Redazione di Sunto

7 febbraio 2008