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Non sempre il patteggiamento significa ammissione di colpa

La situazione giudiziaria, che fa da corollario all'incidente di Amoroso, non è ancora conclusa e lo sarà sicuramente il 4 giugno allorché l'altro personaggio implicato nella vicenda seguirà le orme del patteggiamento. I motivi per cui il PM Formisano ha effettuato il rinvio a giudizio dei due personaggi palieschi potrebbero anche alimentare, dopo il 4 giugno, un'appendice polemica da queste colonne, sia per la configurazione dell'eventuale reato contestato, sia per i meccanismi, cartacei, che sono subentrati per il rinvio a giudizio. Ma non è ancora giunta l'ora di aprire del tutto la nostra cassaforte. Tant'è che con il patteggiamento, l'impianto accusatorio del PM Formisano è uscito vincitore alla grande. Certo è che, per rendere effettivamente giustizia, c'è da chiedersi se, con il patteggiamento, siano state garantite tutti i passaggi per ricostruire la verità. Sicuramente la scelta di patteggiare evita che la problematica assuma configurazioni di difficile gestione e, di conseguenza, è opportuno ricorrere a questo strumento per definire la questione in tutte le sue sfaccettature. Un dato, comunque, è certo: patteggiare non significa essere colpevoli. Significa anche aiutare la Festa ad uscire da problematiche che la investono direttamente, e sarebbe particolarmente interessante che il 4 giugno, quando sarà patteggiata anche l'altra posizione, izyno facesse sentire la sua voce su tutta la problematica. Tempo perso e attese vene, lo sappiamo.

La numerosa Redazione di Sunto

4 febbraio 2008