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Verso un'altra sentenza inedita Ieri mattina si è svolta la programmata udienza della Sezione III, al debutto nella materia, dove sono state difese Bruco e Tartuca. La sensazione finale che si è avvertita è che questa volta il giudice-relatore Schettino entri più sul diritto che sulle considerazioni generali che, per il momento, hanno sempre portato le varie associazioni storiche a vincere il ricorso davanti all'Agenzia delle Entrate, con un unica eccezione (un'annata paliesca del Valdimontone). Da ciò che siamo riusciti a capire due sono i punti che la Commissione analizzerà: il concetto del "se dovuto" e, l'altro, di "quanto" debba essere dovuto. Si tratterebbe, di conseguenza, di un'altra inedita sentenza che andrebbe ad assommarsi a quelle già scritte da parte della Prima e Quinta sezione. Tutte diverse l'una dall'altra e che stanno procurando disorientamento ... fiscale. A prescindere da queste considerazioni ieri mattina la discussione si è nuovamente incanalata sulle stesse posizioni, con i ricorrenti (le associazioni storiche) e Agenzia delle Entrate immutate nelle rispettive teorie. Qualcosa di inedito, comunque, è emerso. Ad esempio sulla cosiddetta "forbice dei compensi" che ha determinato il reddito dei vari fantini e sul quale l'associazione storica non ha versato la ritenuta d'acconto. La posizione dei difensori è stata sempre impostata sulla mancanza di qualsiasi prova materiale, sostenendo che le cifre della forbice rappresentavano non tanto il compenso al fantino, quanto a voce "spese per il Palio" nel cui paniere confluivano varie operazioni finanziarie. L'Agenzia delle Entrate, cogliendo un punto a proprio favore, ha, per la prima volta, affermato che, nell'indagine compiuta dalla Guardia di Finanza, la domanda rivolta al Capitano era particolarmente precisa, volendo sapere "quali sono stati compensi erogati ai fantini", senza naturalmente chiedere delle spese generali. L'udienza ha visto partecipare direttamente nell'esposizione il giudice Schettino che ha più volte posto domande. Ad esempio, il giudice ha chiesto all'Agenzia: "nelle altre città dove si corrono i Palii, cosa ha fatto io fisco?". Pronta la risposta "Ad Asti e Fucecchio sono state applicate e pagate le ritenute d'acconto". E sempre rivolto all'Agenzia: "Il legale rappresentante della Contrada è il priore, perché si spostano i riflettori sul Capitano?". Ancora pronta e attenta la replica dell'Agenzia: "Il Capitano rappresenta la Contrada ed agisce per conto della stessa, non in proprio. Anche davanti all'Amministrazione comunale il capitano agisce in nome della Contrada". Poi sulla nuova legge fiscale c'è, nelle parole dell'Agenzia, un ulteriore segnale per l'onorevole Ceccuzzi: "La normativa, di fatto, non esiste ancora; è molto oscura e per le interpretazioni occorre attendere il testo del decreto". Un'udienza che lascia intravedere un esame tecnico e che dovrebbe risolversi ancora a favore delle associazioni storiche, nonostante il forte e preparato intervento dell'Agenzia. Presente, come di consueto, il Priore della Chiocciola che si è morso le mani per non essere potuto intervenire nel dibattito sulla figura del Capitano. 1 giugno 2007 |