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In tutta la vicenda fiscale è mancata una sola istituzione: il Comune di Siena Iniziata nella primavera 2004, a causa dell'esaltante concetto "A Siena si fa come ci pare", la vicenda fiscale sta assumendo sempre più i contorni di una disfatta, completa e assoluta. Si ha l'impressione, infatti, di trovarsi davanti ad un preciso punto di riferimento: il punto del non-ritorno. Un po' come sta avvenendo per la Festa, sempre più lasciata in balia di impreparati ed incapaci, ma con l'assoluta e fattiva collaborazione del mondo contradaiolo attraverso i più alti gradini. Se è vero che, nella sostanza, il mondo delle associazioni storiche senesi si ritrova, per il momento, vincente, essendo stato condannato, per il momento, solo il Valdimontone; è anche vero, anzi soprattutto vero, che lo stesso mondo delle associazioni storiche esce completamente sconfitto in tutte le tesi sostenute in Commissione Tributaria attraverso le due sentenze, che portano la firma del giudice Chini, e che sono state confezionate in modo tale da evidenziare, con cura, la realtà. Ci troviamo davanti ad un momento delicatissimo, sia perché la Guardia di Finanza, adesso, è in possesso degli atti della Scatoletta Simmenthal (il celebre trust), del periodo 2004-2006; sia perché il decreto del Ministero dell'Economia non è stato ancora scritto e pubblicato; sia, infine, perché entro il 28 giugno gli onorandini dovranno analizzare, e decidere, se continuare o meno proprio sulla strada del trust. Ma se è opportuno cercare di non farsi travolgere dagli avvenimenti e cercare, con assoluta calma, di avere il quadro sempre ben presente; è altrettanto opportuno smettere di continuare a tenere la testa sotto la sabbia, o, meglio, il tufo, esaltando sempre più concetti e mentalità che sono alla base di questa disfatta fiscale, maturata proprio nelle sedi locali e, quindi, di maggior peso. Di conseguenza è opportuno iniziare a vedere dove poter puntare l'indice per individuare le massime responsabilità, proprio per cercare di trovare quei filoni necessari a riposizionare la Contrada nella sua giusta collocazione: Ente di antico diritto pubblico, con natura territoriale. Ed era su questa definizione che doveva essere controbattuta l'ondata fiscale. Non è stato così perché in tutta la vicenda è venuta a mancare, in modo assoluto, l'istituzione cardine dell'intera vita delle Contrade: il Comune di Siena. E' evidente che, in questo secondo attacco cronologico, non si possa evidenziare la netta carenza e assenza di chi avrebbe dovuto avere l'intelligenza, a fermezza e la capacità di intervenire. Quando nel 1999 la Procura di Siena emise contro i "tre dell'Onda" il decreto penale per l'infortunio di Penna Bianca, il Comune di Siena intervenne subito ed in prima persona. Il vero Sindaco della città, Pierluigi Piccini, ebbe non solo la capacità di coordinare tutto il dossier, ma con la sua intelligenza capì immediatamente quali atti dovevano essere compilati per allontanare qualsiasi dubbio che andasse a minare le fondamenta della storicità del Palio. Nacque in quell'occasione, e per quell'occasione, il protocollo sull'uso lecito dei farmaci proprio per dimostrare che le analisi effettuate su Penna Bianca non erano altro che risultati leciti e consentiti dalla struttura amministrativa comunale che soprintende il Palio. Izino, poverino, per la vicenda fiscale aveva tra le mani l'occasione di emergere, ma ha completamente padellato l'occasione creando, con cura, più danni che altro. Ha subito l'imposizione di Giuseppino della Mucchina nell'individuazione del celebre Di Tanno da contrapporre all'azione della Guardia di Finanza un riferimento altisonante. Tutti sappiamo come si stiano svolgendo le vicende. Ha avuto tra e mani la dorata occasione di gestire direttamente le vicende della legge fiscale nella passata legislatura, ma poiché l'operatività era stata di Alleanza Nazionale, attraverso e sue strutture senesi e romane, Izino ha dovuto chiudere il cerchio del boicottaggio, attuato con meticolosità da Vigni, Titì e i disse senesi. Ma Izino ha fatto di più nell'accusare di esibizionismo la Guardia di Finanza, tant'è che, con scrupolosa scadenza in occasioni pubbliche, come quella della consegna dei talleri alle associazioni storiche vincitrici, sfida, con drammatica incompetenza, le Fiamme Gialle su presunte tasse non versate dal Comune. In tutta la vicenda fiscale, nata nella primavera 2004 e non conclusasi, è venuto a mancare l'apporto di una istituzione: il Comune di Siena. E la differenza tra il 1999 e 2004, in appena un lustro, è assai evidente. Così, semplicemente. Sergio Profeti 16 aprile 2007 |