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Non è stato valorizzato il rapporto con i secoli di storia La vicenda fiscale, nata nel marzo 2004, e condotta con una leggerezza ed incompetenza che fa rabbrividire, sta sempre più mettendo nel ridicolo certi meccanismi, nati per contrastare l'azione compiuta dalla Guardia di Finanza. Dall'istituzione del trust, o scatoletta Simmenthal, alla rivisitazione di tutti gli statuti delle Società di Contrada, per finire alle continue e immature dichiarazioni di Izino nei confronti proprio dell'operato delle Fiamme Gialle, ultimo dei quali in occasione della consegna dei talleri alla Pantera nel passato autunno. In tutto questo periodo non si è saputo camminare attraverso i secoli ed i "successi fiscali" del recente passato, optando per soluzioni che si concretizzavano attraverso una conoscenza specifica e propria dei quattrogiornisti. A nostro parere è mancato proprio quel collegamento secolare con cui poter dialogare in modo costruttivo, in tutte le fasi, senza ricorrere alla platealità ma facendo pressione su quegli aspetti giuridici di cui faticosamente si stavano delineando i tratti, ben focalizzati dalla sentenza a favore della Civetta per l'eredità di Sabatino Mori. Del resto un patrimonio di cultura e storia di notevole spessore, antecedente, di alcuni secoli, la stessa unità d'Italia, non ha trovato modo, né occasione per riaffermare l'unicità delle 17 Contrade di Siena in un panorama, anche fiscale, in continua evoluzione, ma nel quale le stesse Contrade non si sono mai identificate, anche perché nate secoli prima. Spiace, del resto, che la mentalità quattrogiornista, o l'arrivismo e strumentalizzazione politica, che hanno portato Titì a trasformare il termine Contrade in "associazione storica", siano alla base di questa super-cenciata fiscale scandita con cura e attenzione da Antonio Chini. 10 aprile 2007 |