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Le sentenze scritte dal giudice Antonio Chini mettono ko il mondo delle associazioni storiche

Rese note le prime due sentenze, che riguardano Leocorno e Valdimontone, sulle decisioni assunte dalla prima sezione della Commissione Tributaria provinciale di primo grado. Si tratta di due sentenze che, a nostro parere, mettono ko il mondo delle associazioni storiche senesi, in quanto i passaggi, contenuti nell'esame tributario, sono tesi a cancellare ogni obiezione. Il giudice-presidente Antonio Chini ha saputo analizzare, oltre che a trovare e concretizzare esempi e parole, con meticolosa attenzione un mondo fin troppo particolare, vivisezionandolo da capo ai piedi e lasciando, purtroppo, pochissimo margine di obiezione. Ci sono dei passaggi, identici per entrambe le sentenze e per quelle che arriveranno in seguito, che lasciano a bocca aperta sia per la facilità con cui Chini è giunto alle conclusioni, sia per la competenza dimostrata nell'analisi completa dell'intero procedimento. E se si pensa che Chini non ha trascurato nulla, con alcuni cenni di perfetta ironia, si possono comprendere benissimo anche i forti accenti usati nei confronti sia dell'Agenzia delle Entrate che della stessa Guardia di Finanza. Dopo la sentenza di lavoro per il licenziamento di un veterinario, Antonio Chini ha messo a segno un'altra serie di argomentazioni che meritano ampio rispetto e  che, per essere controbattute, necessitano di approfonditi studi, forse troppo approfonditi.

Sergio Profeti

6 aprile 2007