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Il Ministero dell'Economia al bivio interpretativo Il Ministero dell'Economia è chiamato, in base al comma 186 della Finanziaria 2007, ad individuare, attraverso l'emissione di un decreto, i soggetti che, a suo parere, soddisfano i criteri contemplati nel comma 185. Questi due commi, oltre al n. 187, sono nati dalla rocambolesca azione di Titì che, pur di passare alla storia della città, ha mescolato gli eventi dei secoli, i tempi di attuazione e le norme. Una frittata che rispecchia fedelmente il modo qualunquista del vivere giornaliero. Adesso, comunque, non è più tempo per arroccarsi dietro quella frase ad effetto ("io l'avevo sempre detto") che, certamente, non risolve il problema. Adesso è il momento di agire, ed in tutta fretta, per far scegliere al Ministero dell'Economia la strada "migliore" da seguire. Il bivio, anche interpretativo della norma, a cui si trovano davanti i tecnici del Ministero dell'Economia riguarda come individuare i soggetti, o associazioni storiche, che potranno beneficiare dell'esenzione fiscale. Le strade sono, appunto, due. O il Ministero emette un regolamento di iscrizione, oppure stabilisce chiaramente che le 17 associazioni storiche senesi rientrano in pieno su quanto previsto dal comma 185. Il regolamento di iscrizione, nel quale, ovviamente, dovrà essere elencata tutta una scalettatura di punti con cui ottenere il bonus finale, è da scartare immediatamente per varie considerazioni. Prima di tutto l'aspetto temporale, con scadenze che si allungano e che non rispondono alle esigenze senesi attuali. Poi la complessità dell'articolazione da individuare, anche e soprattutto, alle pressioni locali che costituirebbero un vero e proprio pentolone da polenta di una caserma trentina. Infine la possibilità, per gli esclusi, di impugnare nelle dovute sedi il provvedimento. Ecco,m di conseguenza, che la migliore strada percorribile per Siena è quella dell'emanazione di un decreto tutto a favore delle proprie 17 associazioni storiche, anche se, in questo caso, ci si troverebbe davanti ad un'impressionante sequenza di ricorsi di incostituzionalità della normativa. Il problema non riguarderebbe che le associazioni storiche al di là delle mura, liberando quelle senesi da ogni impegno fiscale. Il 26 gennaio scorso, davanti alla Commissione tributaria di primo grado, l'Agenzia delle Entrate di Siena sostenne, giustamente, che non si può parlare di una normativa di esenzione se questa ancora non esiste. Il 21 marzo prossimo si tornerà in quell'aula con le stesse componenti e sarebbe opportuno che gli onorandini (16+1) incalzassero più da vicino Titì, l'unico in grado di rimettere sui giusti binari una situazione che sembra sempre più ingestibile, ma solo per le associazioni storiche senesi. Sergio Profeti 19 febbraio 2007 |