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Lettera proprio aperta a Titì

Caro Titì,

questa lettera che ti scriviamo necessita di una premessa-promessa. La situazione che sei riuscito a creare, in modo arbitrario e mettendo di mezzo anche un prezioso personaggio come Paolo Del Mese, sta producendo, contrariamente a quanto vuoi sbandierare gratuitamente nei mass-media locali, costretti all'ubbidienza economica, enormi danni fiscali a quelle che erano le Contrade di Siena ed oggi, grazie soprattutto alla tua diretta responsabilità, sono semplici associazioni storiche senesi. La situazione fiscale sta complicandosi ogni giorno, sia perché gli onorandini (16+1), intontiti dalle tue dichiarazioni, restano fiduciosamente in attesa, sia perché, come non sai, il trust, cioè quella scatoletta Simmenthal inventata dal celebre Di Tanno, non è più attuabile per le normative contenute nella Finanziaria 2007, sempre ammesso che nel passato lo fosse, e, di conseguenza, le associazioni storiche, senza l'esonero fiscale, che, con l'abilità di Del Mese, sei riuscito ad inserire come un "comma inserito a casaccio", si troveranno in serie difficoltà davanti alle legittime azioni fiscali sia della Guardia di Finanza che dell'Agenzia delle Entrate senese. La premessa della lettera, praticamente, si conclude qui; la promessa assume un significato di sacrificio per lo scrivente. Come ben ti ricorderai, anche se abbiamo la fortuna di avere la certezza che non ci leggi, in occasione del golpe dei Monopoli di Stato abbiamo avuto l'occasione di definirti onorevole, anche se resti sempre Titì. Ora, Titì significa "torraiolo trovatello", e questo perché con il glorioso Partito Comunista Italiano emergeva un bandierone rosso rosso (i disse attualmente hanno un rossino annacquato) che, in pratica, è un rosso simile a quello della Contrada della Torre. Per questo motivo ti sei fatto battezzare nella Torre e, per questo motivo, sei Titì, un torraiolo trovatello. Se, invece, del rosso rosso il Partito Comunista Italiano avesse sfoggiato una bandiera gialla, sai come ti avremo definito? Traq: trovatello aquilino. Adesso la promessa, collegata ad un serio impegno da parte tua affinché la situazione fiscale per le associazioni storiche senesi trovi consistenza nel tanto attesissimo decreto del Ministero dell'Economia. La promessa? quella di non chiamarti più Titì. E lo promettiamo solennemente sulla testa di Giuseppino della Mucchina. I tempi sono particolarmente ristretti, visto che il 21 marzo prossimo quattro associazioni storiche torneranno a leccarsi le ferite davanti alla Commissione Tribunaria di I grado. Noi le promesse le manteniamo sempre; tu, caro Titì, riesci a mantenere le tue? Così, semplicemente.

Sergio Profeti

19 febbraio 2007