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Fantino e Capitano: figure fiscali o ancora paliesche? Dall'esame tributario di venerdì 26, con le associazioni storiche senesi da una parte e l'Agenzia delle Entrate dall'altra, si è aperto un nuovo fronte sulla definizioni di alcune componenti che da secoli hanno caratterizzato la Festa, cioè quelle del fantino e del Capitano. Da quello che è emerso venerdì 26 per l'Agenzia delle Entrate non sussistono dubbi: entrambe sono inquadrabili nei soggetti che, maneggiando denaro, rientrano a pieno titolo nelle figure fiscali, posizione, questa, che si va ad infrangere con l'inquadramento paliesco e la stessa natura della Festa. La tesi sostenuta dal mondo paliesco, naturalmente, è opposta e potrebbe anche trovare una propria logicità là dove si facesse riferimento alle norme del Regolamento del Palio, dove le figure sia del Capitano che del fantino vengono minuziosamente inquadrate. La mancanza di un chiaro riferimento allo status del fantino, chiunque può salire sul cavallo e presentarsi al canape, è da considerarsi un punto vincente per il mondo paliesco, anche perché la prestazione casuale del "professionista fantino" si stabilisce, per Regolamento, in un segmento temporale molto ristretto e limitato. Ci riferiamo alla segnatura che avviene il giorno del Palio, ed in quel preciso momento, poiché non si può provvedere più alla sostituzione, si instaura un rapporto sì diretto, ma con tutte le caratteristiche dell'occasionalità. Ed è sempre in ciò che emerge all'interno del Regolamento che la figura del Capitano assume una connotazione molto diversa da quella che gli si vuole attribuire in campo fiscale. Del resto, fantino e Capitano fanno parte integrante di un "gioco" con regole, precise e ben scandite, e del quale il riferimento unico è il Comune di Siena che ne gestisce tutte le fasi: da chi debba parteciparvi a chi debba essere escluso, attraverso una successione di tappe che, appunto, va dall'estrazione alle squalifiche. La durata limitata dell'evento Palio (due soli giorni in ciascun anno) è un aspetto che non va trascurato. L'esame fiscale, che riguarda, al momento, quattro sole associazioni storiche senesi, presso la Commissione tributaria di primo grado servirà per chiarire l'esatta configurazione di due elementi (fantino e Capitano), che sembrano diventate uno spartiacque tra il mondo attuale, perfettamente inserito negli aspetti fiscali dello Stato italiano, e quello del passato secolare, che si riallaccia non solo alla tradizione vivente della città ma anche a precise norme di un Ente locale che è stato chiamato dalle 17 componenti della città a gestire in toto un "gioco" serio e passionale. 5 febbraio 2007 |