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Molto più difficile del previsto La speranza di vedere risolte le problematiche fiscali del mondo delle associazioni storiche di Siena, in occasione dell'appuntamento tributario con l'esame presso la prima sezione della Commissione di primo grado di Siena, si è dissolta in tempi brevissimi. In appena 35-40 minuti si è consumato uno dei processi che potevano collegare, ed esaltare, la storia del passato con quella attuale, ma non è stato così. La sensazione, la prima sensazione, uscendo dagli uffici della Commissione, è che il problema assume contorni più difficili e complicati del previsto. Ieri sera, a Vico Alto, assieme al Priore della Chiocciola Martinelli, c'erano Sampieri e Avolio, dalla parte delle associazioni storiche di Siena, la dottoressa Tozzi, che difendeva le ragioni dell'Agenzia delle Entrate, i tre giudici della prima sezione, Chini, Carnesecchi e Bini. In discussione sette fascicoli per quattro associazioni storiche, finite sul banco del contenzioso per non aver emesso le ritenute d'acconto sulle prestazioni fornite da Cossu e Giornelli (Leocorno) Lobina (Onda), Casu (Pantera) Pes e Canu (Montone), vale a dire per i Palii corsi nel periodo 1996-97. Questa prima spolverata sull'intero dossier fiscale, appunto appena sette i fascicoli, può essere letta come una valutazione generale del meccanismo, visto che le memorie delle parti sono simili per tutti gli eventi in contenzioso. Importante, comunque, che la lettura degli argomenti trovi un'unica sede, quella appunto presieduta dal giudice Antonio Chini, e questo per evitare che una stessa ed identica problematica fiscale trovi interpretazioni diverse da parte delle quattro sezioni della Commissione tributaria senese. Ieri sera, tra commi, articoli, lettere, testi unici e leggi, abbiamo assistito ad alcuni passaggi veramente interessanti e che hanno trovato nella coppia Sampieri-Avolio, in Tozzi e in Chini altrettanti riferimenti di indiscutibile valenza. Si ha l'impressione che dalla sentenza, che sarà emessa, ci si trovi davanti ad abbondante materiale per scrivere ulteriori capitoli di questo segmento storico. Sampieri e Avolio si sono alternati a spiegare tre concetti basilari della difesa: l'emanazione degli ormai noti commi contenuti nella Finanziaria 2007 (che i nostri tre lettori quotidiani conoscono a memoria); l'insussistenza di considerare lavoro autonomo quello effettuato dal fantino; la mancanza di rapporto diretto tra fantino e Contrada, o associazione storica. Sulle norme salva-associazioni storiche Avolio e Sampieri si sono soffermati con meticolosa attenzione, proponendo all'attenzione una serie di considerazioni che potrebbero anche risultare la chiave vincente dell'intera storia. In particolare i due difensori hanno evidenziato con maggiore forza il comma 187 ("In ogni caso, nei confronti di cui ai commi 185 e 186, non si fa luogo al rimborso delle imposte versate") e questo perché il legislatore non ha inteso effettuare alcuna sanatoria con il passato, ma ha costruito un passaggio legislativo sulla cui interpretazione il mondo senese si gioca buona parte del risultato finale. A detta di Avolio e Sampieri il fantino non esercita, nei confronti della Contrada, un vero e proprio lavoro autonomo e questo perché il contratto della sua opera non assolve l'obbligo a cui è chiamato ad agire, cioè il raggiungimento della vittoria. Insomma, poiché a vincere è uno solo, il reddito che ne deriva si configura senza quelle caratteristiche proprie del lavoro autonomo. Anche se le argomentazioni proposte da Avolio e Sampieri sono apparse, a chi scrive, un po' forzate, c'è da sottolineare che il perfetto riferimento alle normative della Finanziaria può produrre effetti positivi. Purtroppo gli interventi del giudice Chini hanno in parte frantumato le argomentazioni difensive. Chini si è dimostrato, ancora una volta, perfetto interprete dei meccanismi palieschi, come lo fu nella celebre sentenza con cui veniva spiegato, con cura e attenzione, perché l'Istrice fosse stato condannato al risarcimento professionale nei confronti di un veterinario. Adesso Chini, sul concetto espresso a proposito del lavoro autonomo, ha frantumato il castello sostenendo che esiste un compenso al fantino sia in caso di vittoria che di sconfitta. Ma la zampata più decisiva, e che purtroppo non fa prevedere una soluzione positiva, è arrivata nell'inquadramento del ruolo del Capitano, una figura che, secondo Chini, non a caso ricopre uno specifico ruolo, intersecato alla perfezione con l'Ente Contrada. Chini, in occasione della vicenda dell'Istrice, ha saputo mettere in risalto proprio il concatenamento che deriva all'interno dell'Ente Contrada con il ruolo del Capitano. E' su questa figura, e sul relativo rapporto istituzionale, che si gioca l'intera partita fiscale. Ma, per il momento, le carte migliori le ha giocate proprio Chini. L'analisi proposta dall'Agenzia delle Entrate è stata molto lineare e scorrevole. Sulla normativa inserita nella Finanziaria 2007 sono stati evidenziati due passaggi; il primo riguarda la mancanza alla data odierna del decreto attuativo da parte del Ministero dell'Economia, senza il quale la normativa non serve a nulla. Ed è certo che non possiamo controbattere questa tesi. Altro elemento a favore dell'Agenzia delle Entrate è la data di inizio del "salvataggio fiscale": 1 gennaio 2007. Questo dimostra, secondo Tozzi, che la tesi dell'ufficio è esatta, poiché la "sanatoria" ha un inizio certo. Anche sulla figura del Capitano la semplicità espositiva di Tozzi ha fatto centro: il Capitano ingaggia il fantino, questi corre per colori della Contrada. Il Capitano è un rappresentante specifico della Contrada e non un semplice privato che offre per sua gratitudine un compenso. Semplice e lineare. Giochi fatti? La sensazione è che Chini si trovi a risolvere solo un rebus: aspettare o non aspettare l'emanazione del decreto attuativo dei commi 185-187 da parte del Ministero dell'Economia? Una certezza, in questo pomeriggio non gioioso, c'è ed è concreta: Chini, se non attende la scadenza ministeriale, si troverebbe, forse, in difficoltà nel ribattere le tesi avanzate da Avolio e Sampieri sui tre commi che assumono oggi un'importanza fondamentale. Per adesso, comunque, non si può parlare in toni entusiastici e dobbiamo limitarci a non dar sfogo alle accuse precise e documentate dei responsabili di questa vicenda. Per adesso. Sergio Profeti 27 gennaio 2007 |