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Chi entra in Commissione elettorale deve rimanere ai margini Venerdì Salicotto inaugura la stagione delle Commissioni elettorali per il 2007, dovendo nominare la struttura che presenterà Aurora Misciattelli al ruolo di capitano della Torre per il triennio 2007/09. L'occasione di questo debutto stagionale ci porta ad osservare cosa, nel tempo, hanno rappresentato le Commissione elettorali, specialmente nell'ultimo quarto di secolo, allorché, in modo prepotente e contrario ad ogni cadenza contradaiola, è emerso il gruppone dei quattrogiornisti. L'alimentazione in questo settore, specialmente da parte di chi si è sempre trovato ai margini dirigenziali, ha creato un successione di ingorghi sia di mentalità che di filosofia paliesca a tutto danno di una precisa responsabilità ne ruolo che ognuno sarebbe stato chiamato a ricoprire. Va, comunque, tenuta nella dovuta considerazione, in analisi generale e non certamente dettagliata delle cause dello sfascio della Festa, che, in una società di esibizionisti e di immagine com'è quella attuale, il progressivo inserimento della mentalità quattrogiornista, o cultural-esibizionista, è dipeso principalmente dalle regole imposte dal vivere quotidiano, verso cui non servono schieramenti di barricate, ma sarebbe stato più opportuno il conflitto, pur aspro, sulle molle degli obiettivi da raggiungere. Mentre è facile e semplice combattere il quattrogiornista di turno, è sostanzialmente difficile ridimensionare la megalomania personale, anche se certi aspetti di cultura contradaiola avrebbero potuto dipingere un quadro molto più concreto, che effervescente. Ad esempio, una regola che non necessita di essere scritta ma che richiama, appunto, a cultura contradaiola di base, potrebbe, o doveva, essere quella di escludere dalle cariche dirigenziali chi entra e fa parte delle varie Commissioni Elettorali. Insomma vedere ai vertici di Contrada, o dirigenziali del Palio, persone che hanno disegnato e programmato il cosiddetto "futuro della Contrada" fa onestamente sorridere, anche perché, scorrendo i nomi, ti accorgi che questi "riempienti vengono effettuati da personaggi che non hanno nulla da spartire con il movimento del gruppone dei quattrogiornisti. Allora, ti viene n mente una domanda: si tratta di sacrificio verso l'amata Contrada, o una forma ben costruita di puro e semplice esibizionismo personale? Il motto che impone "Chi organizza non deve ridere" appartiene ad un mondo lontanissimo, appunto di 25 anni fa. Così, semplicemente. Sergio Profeti 20 settembre 2006 |