SUNTO

 Sunto non si compra ... si legge gratis - Dal 1976 l'informazione paliesca senza un briciolo di pubblicità -  contatti

 

 

Titì ha sacrificato la legge speciale per Siena per favorire le Associazioni al di là delle mura

Che l'onorevole Ceccuzzi sia stato bravo nel sapersi aprire una strada preferenziale tra i corridoi di Montecitorio, facendo in modo che la legge per le Associazioni storiche d'Italia scalasse di qualcosa come 152 articoli (dal 163 all'11), è un dato di fatto incontestabile, a cui è opportuno dare il meritato risalto. Ma se si pensa che, per un'operazione del genere, Titì sia stato costretto a sacrificare completamente, e probabilmente in modo definitivo, il rifinanziamento della legge speciale per Siena del 1976, è un fatto che merita anch'esso risalto. Titì, sicuramente, ha pensato di continuare solo una battaglia personale per non far più emergere, in campo contradaiolo, l'azione di Alleanza Nazionale del 2005 boicottata dalle "quattro sorelle" (Izino-Vigni-Paulesu-Titì) ; ma per raggiungere  lo scopo ha dovuto sacrificare, o svendere, la legge speciale per Siena, con il suo rifinanziamento. Se si ricontrollano, con meticolosa attenzione, le accuse che nelle passate Finanziarie della gestione di Silviettuccio, il mancato-senatore Vigni rivolse, c'è da chiedersi oggi cosa sia cambiato. Se Vigni affondava le colpe sul Governo di centro-destra, oggi, che si vive il periodo della cosiddetta rinascita, cosa può essere accaduto alla legge per Siena del 1976? E' accaduto che i DS romani hanno voluto lanciare un ulteriore segnale alla città che cerca di ribellarsi alle volontà del sommo partito, creando così tutti i presupposti per affossare in modo definitivo un notevole e consistente aiuto economico, in cui neppure la Mucchina o la Banca Padrona possono subentrare. E tutto perché il buon Titì ha concentrato le sue vitalità in una battaglia personale. C'è ancora da chiedersi se i DS di Fassino e D'Alema siano stati presi alla sprovvista dall'azione del tandem Del Mese-Titì, oppure se abbiano preferito concentrarsi solo sul rifinanziamento della legge per Siena. Certo è che Titì, una volta che il Governo aveva presentato il suo emendamento n. 163.600, si è affrettato ad una correzione emendativa proprio perché si è reso conto dell'isolamento in cui era sprofondato e confidando, soprattutto, di esser riuscito a nascondere quell'emendamento a favore delle Associazioni storiche per vincere la sua prima battaglia da parlamentare. Un vero mistero questo atteggiamento di Titì, che si è svolto tutto a danno della città di Siena. Così, molto semplicemente.

La Redazione di Sunto

20 novembre 2006