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Come si è giunti martedì all'approvazione dell'emendamento

L'emendamento di Titì, fatto proprio dalla Commissione Bilancio, è stato discusso alle 17,22 di martedì ed ha tenuto impegnati gli onorevoli in 5 votazioni, quattro delle quali sugli emendamenti presentati dall'opposizione (tutti respinti) ed una sull'emendamento-raccomandato di Titì, con parere favorevole. Gli emendamenti presentati dall'opposizione hanno presentato spunti interessanti, come di quelli di Crosetto (forza Italia) e dell'ex ministro Giovanardi (UDC). Da quello che si può leggere attentamente nel resoconto si ha l'impressione che ci si trovi davanti ad un emendamento anti-costituzionale, visto che le osservazioni presentate riguardano tutte il ruolo che assumerà il Ministero dell'Economia. Interessante, a tal riguardo, l'intervento di Crosetto che ha posto in rilievo il fatto che il Ministero dell'economia farà godere "di questo vantaggio non tutte le associazioni, ma solo alcune, che saranno segnalate dalla maggioranza al ministro". Anche Giovanardi ha assunto toni critici sia sotto il profilo del clientelismo, definito come "norma mancia, inserita per permettere la discrezionalità assoluta di concedere benefici", sia sotto il profilo della legittimità, in quanto è stata chamata in causa l'attenzione della Corte dei Conti. Non è un caso, infatti, che Titì, ufficialmente, abbia criticato gli interventi di Crosetto e Giovanardi, dimenticandosi, del resto, che il suo emendamento porta la firma solo di esponenti della maggioranza e non, come vorrebbe far passare Titì, dell'intero arco parlamentare. La Lega Nord ha votato a favore dell'emendamento di Titì, ad eccezione del "capo" Maroni che ha bocciato l'iniziativa. E sulla non-costituzionalità della norma è probabile che il capitolo sia solo agli inizi.

17 novembre 2006