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Il punto sull'emendamento di Titì L'assalto alla diligenza, cioè alla Finanziaria 2007, è costantemente in atto non tanto nell'aula del Parlamento, quanto al Senato. Basta che un senatore della maggioranza alzi la voce (ultima cronologicamente il Nobel Montalcini) ed ecco che, come un incantesimo, il Governo trova i fondi necessari che, in precedenza, non esistevano con il preciso obiettivo d assicurarsi il voto di approvazione. Fortuna vuole, per le Contrade di Siena, che Titì si trovi alla Camera e non possa usare la voce del ricatto all'esecutivo di Prodi per far passare il suo emendamento. Ieri Salvatore Carrubba su Il Sole 24 Ore ha scritto a proposito della presenza in Parlamento degli onorevoli che questi devono "la nomina esclusivamente a una ristrettissima oligarchia di partito, che candidandoli nel posto gusto, gli hanno assicurato il posto" e lo stipendio dorato. L'emendamento di Titì sarà discusso, se Fassino non glielo farà ritirare, in occasione della discussione dell'articolo 163 della Finanziaria. Ieri, a partire dalle ore 20 e fino alle 24, gli onorevoli d'Italia, compreso Titì, hanno esaminato e approvato l'articolo 6 e iniziata a discussione del 7. Per il momento gli articoli della Finanziaria 2007 approvati sono 5, perché l'articolo 2 è ancora da discutere. L'ultimo giorno disponibile per l'approvazione della Finanziaria è per domenica 19. 13 novembre 2006 |