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L'emendamento che Titì vorrebbe per lavarsi le mani

L'emendamento all'art. 163 che Titì, senza il parere del mondo contradaiolo, fortemente critico nei suoi confronti, sta cercando in tutti i modi di far passare sotto il naso di Fassino assume un preciso significato per il torraiolo trovatello: quello di lavarsi definitivamente le mani dalle pressioni contradaiole. Se, infatti, l'emendamento dovesse essere approvato all'interno della Finanziaria 2007, Titì otterrebbe un significativo successo a cui il mondo contradaiolo dovrà, gioco-forza, far riferimento senza più infastidire lo stesso Titì. Un emendamento-legge che, di fatto, distrugge tutto il lavoro, di oltre un quarto di secolo, compiuto in tutte le sedi giudiziarie, da quelle civili, a quelle amministrative e tributarie, di qualunque grado, per creare la consapevolezza giuridica dell'unicità ed esistenza delle Contrade di Siena. Come è noto, Titì, di propria ed esclusiva iniziativa, e senza tenere informato il Priore della Chiocciola, ha sfruttato il lavoro messo faticosamente in piedi, nella preparazione di un qualcosa di unico per Siena e le sue Contrade, spostandolo arbitrariamente a favore di tutte quelle Associazioni storiche d'Italia, tra cui quelle della guelfotta Montepulciano, che potrebbero ottenere benefici fiscali senza aver mosso un dito e, per di più, senza essere a conoscenza della natura, e nascita, dell'emendamento. Un regalo di Titì ai danni della storia delle Contrade, quelle di Siena.

 13 novembre 2006