SUNTO

 Sunto non si compra ... si legge gratis - Dal 1976 l'informazione paliesca senza un briciolo di pubblicità - contatti

 

Confettini dalla riunione di ieri giovedì

Da leggere con attenzione:

GUIDO CROSETTO. Presidente, il problema sollevato dal collega Leo è reale. Tale situazione non è affrontata nel testo dell'emendamento governativo e il precedente subemendamento cercava in qualche modo di affrontarla.
In ogni caso, vorrei rivolgermi al relatore e al Governo per comprendere come procederanno i lavori di questa finanziaria. Sono stati presentati da parte dell'opposizione alcuni emendamenti, approntati per mettere in difficoltà la maggioranza, ma vi sono anche altri emendamenti predisposti per migliorare il testo in esame.
Prendere atto che il testo è mal scritto - cosa che anche voi avete riconosciuto, visto che il Governo ha presentato 180-190 emendamenti e il relatore altri 50 - non è un peccato, non significa mettere in dubbio la vostra maggioranza, ma significa cercare di approvare una legge finanziaria con il miglior testo possibile.
Capisco che il subemendamento proposto dalla collega Capitanio Santolini ha un'impostazione politica diversa rispetto a quella contenuta in questo disegno di legge finanziaria, ma quelli precedenti avevano implicazioni tecniche o cercavano di chiarire una logica che tutti condividevamo.
Mi auguro, onorevole Ventura e viceministro Visco, un accantonamento o un ripensamento che, diciamo così, non si nega a nessuno. Diceva De Filippo che un uomo è veramente tale quando sa fare marcia indietro. Quando si sa fare marcia indietro di fronte ai propri errori, aggiungo io, non si tratta neanche di essere un uomo, ma soltanto una persona di buon senso (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia).

ANTONIO GIUSEPPE MARIA VERRO. Signor Presidente, vorrei davvero ringraziare il sottosegretario Grandi per il contributo che ha dato alla chiarezza. Infatti, il suo intervento conferma in qualche modo la «politica dei due tempi» portata avanti da questo Governo. Da una parte esso mostra all'esterno del Palazzo un volto buono e rassicurante, mentre all'interno quello vero e punitivo. Purtroppo gli italiani si accorgeranno che il volto che conta, quello dei fatti e non delle parole, è quello presentato in quest'aula. Allora il ceto medio - i cittadini che arrivano a 55 mila euro lordi e quindi con un reddito netto di 27-28 mila euro all'anno - si renderà conto che la contraddizione esplode all'interno del Governo e sarà pagata dalle tasche del ceto medio di questo paese.

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, in tutti questi passaggi si nota, si sente, si percepisce, la sua sofferenza di Presidente della Camera rispetto ad una serie di procedure e a ciò che è avvenuto questa mattina: si capisce che il Presidente della Camera si trova a vivere un certo disagio.
Tuttavia, Presidente, al di là del disagio e delle sue buone maniere, vorrei ricordare che il Presidente della Camera deve tutelare la Camera, non il Governo (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Nazionale, Forza Italia e Lega Nord Padania)! Il Presidente della Camera deve mettere la Camera e ogni singolo deputato nelle condizioni di svolgere la propria funzione (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Nazionale e Forza Italia)! Noi non abbiamo altri a cui appellarci e lei e il ministro dei rapporti con il Parlamento vi dovete incontrare per stabilire regole certe! Presidente, sarebbe meglio che l'opposizione dicesse «basta». Di fronte a questa situazione credo che l'opposizione debba abbandonare l'aula (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Nazionale, Forza Italia), perché altrimenti diventeremmo complici di queste procedure, che costituiscono un precedente per i lavori della Camera.
Signor Presidente, mi dica lei, al di là delle sue buone maniere, come fanno i deputati, mentre sono in aula durante una seduta d'Assemblea, a presentare i subemendamenti, non avendo ancora letto gli emendamenti! Ogni sforzo e tutta la buona volontà dell'opposizione, che ha ritirato gli emendamenti (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Nazionale e Forza Italia - Commenti dei deputati dei gruppi L'Ulivo e Comunisti Italiani) che li ha ridotti all'essenziale, che ha cercato di stabilire un dialogo, (affinché il Parlamento non desse una brutta, pessima, immagine al paese), vengono calpestati dall'arroganza del Governo che è assolutamente inaccettabile e che non si deve più ripetere!
Concludendo, Presidente, lei ha il dovere di dire «no» non solo al deputato, ma anche al Governo, quando lei sa che, come vecchio parlamentare, quello che sta avvenendo non ha precedenti nella storia di questo Parlamento! Lei ne è responsabile (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Nazionale e Forza Italia - Commenti dei deputati dei gruppi L'Ulivo, Rifondazione Comunista-Sinistra Europea e Comunisti Italiani)!

GUIDO CROSETTO. Signor Presidente, le chiedo formalmente un atto di chiarezza. Il presidente della Commissione bilancio preannunciando la presentazione di emendamenti ha detto esplicitamente: saranno annunciati dal Presidente della Camera, che darà anche i termini per i subemendamenti.
Successivamente, lei ha comunicato che sono pervenuti degli emendamenti, ma non ha dato i termini per la presentazione dei relativi subemendamenti, come se la competenza in tal senso fosse della Commissione bilancio. Allora, a questo punto - mi scusi, Presidente, chiedo lumi a lei -, non riesco più a capire come si possa esercitare l'attività non di opposizione, ma di parlamentare!
Presidente Duilio, lei prima ha detto: il Presidente della Camera darà i termini per i subemendamenti.
Il Presidente della Camera ci guarda come se non c'entrasse nulla né con i termini per i subemendamenti né con la comunicazione della presentazione di nuovi emendamenti; quindi, noi non sappiamo se è la Commissione che deve dirci quando arrivano nuovi emendamenti e quanto tempo abbiamo per i subemendamenti, se è il Presidente della Camera o se sono i fax dei gruppi. Come possiamo esercitare la nostra attività, non dico di opposizione, ma di parlamentari? Non si può arrivare in aula, essere in aula, parlare in aula, votare in aula e preparare i subemendamenti all'articolo 18 che, tanto per capirci, è quello sul cuneo fiscale. Almeno rispettiamo le regole del gioco! Mi sembra che ci sia una totale chiusura verso qualunque tipo di emendamento dell'opposizione, ma le regole del gioco, signor Presidente, deve dirci lei quali sono. Non lo capiamo da alcuni giorni, e abbiamo il diritto di saperlo: vogliamo capire con quali regole dobbiamo fare il nostro lavoro di parlamentari, indipendentemente dal successo dei nostri emendamenti (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia)!

BRUNO TABACCI. Signor Presidente, penso che lei debba farsi carico un po' della situazione che si sta determinando.

Oggettivamente, a molti dei colleghi è capitato di trovarsi a vivere leggi finanziarie dove c'è un po' di confusione, un po' di eccitazione; però, quello che sta accadendo in questi giorni - secondo me - ha superato davvero ogni limite di tolleranza. Non so se il Consiglio dei ministri continui a sfornare emendamenti a getto continuo, ma in queste condizioni l'Assemblea non è in grado di operare. Porrete la questione di fiducia, fate qualche cosa! Difatti, in questo modo è inutile che tentiate di rovesciare tutta la responsabilità sull'opposizione, che starebbe facendo ostruzionismo. Questa è una cosa che non regge. Vi state dimostrando inadatti anche all'ordinaria amministrazione; è una questione davvero preoccupante. Signor Presidente, faccia qualcosa! Tuteli la dignità di questa aula, perché in queste condizioni lavorare non ha alcun senso (Applausi dei deputati dei gruppi UDC (Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro), Forza Italia e Alleanza Nazionale)!

MASSIMO GARAVAGLIA. Signor Presidente, non ripeto le considerazioni fatte dagli altri colleghi però alcune cose vanno chiarite. Questa situazione di caos e di mancanza di rispetto delle regole si trascina da quando è iniziato l'iter del disegno di legge finanziaria. Ciò è stato reso noto con una nota formale di cui è primo firmatario il collega La Malfa, a cui ci siamo, bene o male, aggregati tutti quanti. Nella risposta lei giustamente fa riferimento alla possibilità, una volta terminata la sessione di bilancio, di mettere mano alle regole e fare in modo che fatti come quelli che si sono succeduti in questa sessione di bilancio non si ripetano più. Il problema è che però adesso dobbiamo lavorare con le regole che ci sono: ma, almeno queste, cerchiamo di farle rispettare. Finora il Governo ha presentato emendamenti riguardanti i primi 30 articoli, mentre il disegno di legge finanziaria ne conta più di 200; quindi, non vorremmo che fossero presentati ulteriori emendamenti fuori tempo massimo e senza avere la possibilità neanche di leggerli ed approfondirli. Per questo motivo, c'è bisogno davvero di un richiamo al rispetto delle regole e di un richiamo alla serietà al Governo; quindi, se ci sono gli emendamenti, per cortesia, dateceli subito, così potremo lavorare tutti serenamente (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania)!

MAURO DEL BUE. Signor Presidente, intervengo per esprimere il disagio da parlamentare della Repubblica, al di là del fatto che mi collochi all'opposizione, nell'esaminare queste proposte emendative.
Non credo sia colpa sua, Presidente Bertinotti, la situazione di caos che si sta determinando in questa aula. Penso che la responsabilità di fondo sia del Governo per la scelta che ha compiuto di proporci una specie di finanziaria à la carte, un affettato di finanziaria; d'altronde, una maggioranza affettata non può che proporre un affettato di finanziaria, ossia una finanziaria frutto di mille conflitti, di mille problemi, di mille esigenze e che pare non finire mai, perché mai finiscono questi conflitti, mai finiscono questi problemi, mai finiscono queste esigenze!
Risale alla fine della settimana scorsa l'intervista rilasciata dal Vicepresidente del Consiglio D'Alema, che ha posto la necessità di rimodulare i tagli della spesa dei ministeri. È di oggi una protesta del ministro Melandri per i soldi sottratti al CONI.
Quand'è che vi metterete d'accordo e ci proporrete un testo su cui poter finalmente iniziare a ragionare? Questo è l'interrogativo che ancora ci poniamo!

ELIO VITO. Signor Presidente, sono d'accordo con il collega Ventura, relatore stimato del provvedimento, ma il punto è un altro.
Ventura, non è che noi, ogni ora e mezza, solleviamo un problema. Il problema è che voi, ogni ora e mezza, presentate un nuovo emendamento! È esattamente l'opposto (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia e Alleanza Nazionale)!
E poiché ogni ora e mezza presentate nuovi emendamenti per i quali sono previsti 20 o 30 minuti per la presentazione di subemendamenti, è evidente che o sospendiamo i lavori dell'aula per consentire la presentazione dei medesimi o si prevede un termine diverso.
Ma, Presidente, poiché alla base di ogni questione apparentemente tecnica, regolamentare o temporale vi è sempre, in realtà, una questione politica, allora vorrei osservare che anche in questo caso siamo in presenza di una questione pienamente politica, la quale sta alla base del disagio che oggi sta lamentando l'Assemblea.
Qual è la questione politica sulla quale vorrei richiamare l'attenzione del Governo, della Commissione e del relatore? Su tutti i provvedimenti complessi ed ampli come il disegno di legge finanziaria, che risulta essere enorme per vastità, dimensioni e profondità dei temi trattati, vi è sempre la possibilità di accogliere - anche solo per sbaglio - qualche emendamento presentato dall'opposizione. In questo caso, la maggioranza e la Commissione bilancio stanno bene attente ad evitare che possa accadere tale sbaglio!
Così, che cosa si fa (ecco l'insorgere del problema)? Vi è una proposta emendativa dell'onorevole Delfino meritevole di attenzione e degna di essere approvata, come, ad esempio, l'emendamento 19.9? Ebbene, «no»! La Commissione ed il Governo non possono limitarsi ad esprimere parere favorevole sull'emendamento Delfino 19.9: no! Si ingegnano a presentarne uno identico, come l'emendamento 19.4 della Commissione - che noi dovremmo subemendare -, e da qui nasce il problema!
Vi è una proposta emendativa presentata all'articolo 18 dall'onorevole Crisci meritevole di essere approvata, come, ad esempio, l'emendamento 18.21? Che fa allora la Commissione, esprime un parere favorevole? No: si inventa una riformulazione del relatore, a nome della Commissione stessa, per non dare all'onorevole Crisci la soddisfazione di vedersi approvato il suo emendamento (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia, Alleanza Nazionale, UDC (Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro) e Democrazia Cristiana-Partito Socialista)! Naturalmente, trattandosi di una nuova proposta emendativa della Commissione, dobbiamo anche subemendarla; magari, così, Crisci subemenderà se stesso, ed il subemendamento presentato dall'onorevole Crisci o dall'onorevole Delfino sarà bocciato dalla Commissione bilancio, mentre verrà approvata, invece, la proposta formulata dalla Commissione stessa!
Ecco perché, Presidente, affermo che i disagi nascono dai disastri! Non so se essi siano stati compiuti per cattiva volontà o per incompetenza, ma non credo, perché i colleghi che compongono la Commissione sono tutti esperti ed hanno trattato anche altre leggi finanziarie!
Mi rendo conto che sarebbe difficile per voi giustificare, al vostro interno, il fatto che possiate condividere qualche emendamento presentato dall'opposizione. Infatti, se lo fate, delle due l'una: o sono fatte bene le nostre proposte emendative, o sono fatte male le vostre, ed allora voi siete costretti ad imitare i nostri emendamenti!
Credo tuttavia, Presidente, che a volte la semplicità, la trasparenza e la linearità del procedimento potrebbero essere molto più agevoli da ottenere; pertanto, potete anche riconoscere di aver sbagliato, oppure che qualche nostra proposta emendativa è giusta, ed allora potreste accettare direttamente i nostri emendamenti. Si può chiedere di modificare la copertura finanziaria se essa «disturba», e credo che i lavori dell'Assemblea risulterebbero più chiari e trasparenti, anche dal punto di vista politico. In tal modo, non avremmo il disagio o l'ingombro (non lo avrebbe neanche lei, signor Presidente) di dover subemendare «finti» emendamenti presentati dalla Commissione, che servono solamente per riprendere alcune buone idee proposte dall'opposizione (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia, Alleanza Nazionale e UDC (Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro)).