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Confettini
dalla riunione di ieri giovedì
Da leggere con attenzione:
GUIDO
CROSETTO. Presidente, il problema sollevato dal collega Leo è reale. Tale
situazione non è affrontata nel testo dell'emendamento governativo e il
precedente subemendamento cercava in qualche modo di affrontarla.
In ogni caso, vorrei rivolgermi al relatore e al Governo per comprendere come
procederanno i lavori di questa finanziaria. Sono stati presentati da parte
dell'opposizione alcuni emendamenti, approntati per mettere in difficoltà la
maggioranza, ma vi sono anche altri emendamenti predisposti per migliorare il
testo in esame.
Prendere atto che il testo è mal scritto - cosa che anche voi avete
riconosciuto, visto che il Governo ha presentato 180-190 emendamenti e il
relatore altri 50 - non è un peccato, non significa mettere in dubbio la vostra
maggioranza, ma significa cercare di approvare una legge finanziaria con il
miglior testo possibile.
Capisco che il subemendamento proposto dalla collega Capitanio Santolini ha
un'impostazione politica diversa rispetto a quella contenuta in questo disegno
di legge finanziaria, ma quelli precedenti avevano implicazioni tecniche o
cercavano di chiarire una logica che tutti condividevamo.
Mi auguro, onorevole Ventura e viceministro Visco, un accantonamento o un
ripensamento che, diciamo così, non si nega a nessuno. Diceva De Filippo che un
uomo è veramente tale quando sa fare marcia indietro. Quando si sa fare marcia
indietro di fronte ai propri errori, aggiungo io, non si tratta neanche di
essere un uomo, ma soltanto una persona di buon senso (Applausi dei deputati
del gruppo Forza Italia).
ANTONIO
GIUSEPPE MARIA VERRO. Signor Presidente, vorrei davvero ringraziare il
sottosegretario Grandi per il contributo che ha dato alla chiarezza. Infatti, il
suo intervento conferma in qualche modo la «politica dei due tempi» portata
avanti da questo Governo. Da una parte esso mostra all'esterno del Palazzo un
volto buono e rassicurante, mentre all'interno quello vero e punitivo. Purtroppo
gli italiani si accorgeranno che il volto che conta, quello dei fatti e non
delle parole, è quello presentato in quest'aula. Allora il ceto medio - i
cittadini che arrivano a 55 mila euro lordi e quindi con un reddito netto di
27-28 mila euro all'anno - si renderà conto che la contraddizione esplode
all'interno del Governo e sarà pagata dalle tasche del ceto medio di questo
paese.
TEODORO
BUONTEMPO. Signor Presidente, in tutti questi passaggi si nota, si sente, si
percepisce, la sua sofferenza di Presidente della Camera rispetto ad una serie
di procedure e a ciò che è avvenuto questa mattina: si capisce che il
Presidente della Camera si trova a vivere un certo disagio.
Tuttavia, Presidente, al di là del disagio e delle sue buone maniere, vorrei
ricordare che il Presidente della Camera deve tutelare la Camera, non il Governo
(Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Nazionale, Forza Italia e Lega
Nord Padania)! Il Presidente della Camera deve mettere la Camera e ogni
singolo deputato nelle condizioni di svolgere la propria funzione (Applausi
dei deputati dei gruppi Alleanza Nazionale e Forza Italia)! Noi non abbiamo
altri a cui appellarci e lei e il ministro dei rapporti con il Parlamento vi
dovete incontrare per stabilire regole certe! Presidente, sarebbe meglio che
l'opposizione dicesse «basta». Di fronte a questa situazione credo che
l'opposizione debba abbandonare l'aula (Applausi dei deputati del gruppo
Alleanza Nazionale, Forza Italia), perché altrimenti diventeremmo complici
di queste procedure, che costituiscono un precedente per i lavori della Camera.
Signor Presidente, mi dica lei, al di là delle sue buone maniere, come fanno i
deputati, mentre sono in aula durante una seduta d'Assemblea, a presentare i
subemendamenti, non avendo ancora letto gli emendamenti! Ogni sforzo e tutta la
buona volontà dell'opposizione, che ha ritirato gli emendamenti (Applausi
dei deputati dei gruppi Alleanza Nazionale e Forza Italia - Commenti dei
deputati dei gruppi L'Ulivo e Comunisti Italiani) che li ha ridotti
all'essenziale, che ha cercato di stabilire un dialogo, (affinché il Parlamento
non desse una brutta, pessima, immagine al paese), vengono calpestati
dall'arroganza del Governo che è assolutamente inaccettabile e che non si deve
più ripetere!
Concludendo, Presidente, lei ha il dovere di dire «no» non solo al deputato,
ma anche al Governo, quando lei sa che, come vecchio parlamentare, quello che
sta avvenendo non ha precedenti nella storia di questo Parlamento! Lei ne è
responsabile (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Nazionale e Forza
Italia - Commenti dei deputati dei gruppi L'Ulivo, Rifondazione
Comunista-Sinistra Europea e Comunisti Italiani)!
GUIDO
CROSETTO. Signor Presidente, le chiedo formalmente un atto di chiarezza. Il
presidente della Commissione bilancio preannunciando la presentazione di
emendamenti ha detto esplicitamente: saranno annunciati dal Presidente della
Camera, che darà anche i termini per i subemendamenti.
Successivamente, lei ha comunicato che sono pervenuti degli emendamenti, ma non
ha dato i termini per la presentazione dei relativi subemendamenti, come se la
competenza in tal senso fosse della Commissione bilancio. Allora, a questo punto
- mi scusi, Presidente, chiedo lumi a lei -, non riesco più a capire come si
possa esercitare l'attività non di opposizione, ma di parlamentare!
Presidente Duilio, lei prima ha detto: il Presidente della Camera darà i
termini per i subemendamenti.
Il Presidente della Camera ci guarda come se non c'entrasse nulla né con i
termini per i subemendamenti né con la comunicazione della presentazione di
nuovi emendamenti; quindi, noi non sappiamo se è la Commissione che deve dirci
quando arrivano nuovi emendamenti e quanto tempo abbiamo per i subemendamenti,
se è il Presidente della Camera o se sono i fax dei gruppi. Come possiamo
esercitare la nostra attività, non dico di opposizione, ma di parlamentari? Non
si può arrivare in aula, essere in aula, parlare in aula, votare in aula e
preparare i subemendamenti all'articolo 18 che, tanto per capirci, è quello sul
cuneo fiscale. Almeno rispettiamo le regole del gioco! Mi sembra che ci sia una
totale chiusura verso qualunque tipo di emendamento dell'opposizione, ma le
regole del gioco, signor Presidente, deve dirci lei quali sono. Non lo capiamo
da alcuni giorni, e abbiamo il diritto di saperlo: vogliamo capire con quali
regole dobbiamo fare il nostro lavoro di parlamentari, indipendentemente dal
successo dei nostri emendamenti (Applausi dei deputati del gruppo Forza
Italia)!
BRUNO
TABACCI. Signor Presidente, penso
che lei debba farsi carico un po' della situazione che si sta determinando.
Oggettivamente, a molti dei colleghi è
capitato di trovarsi a vivere leggi finanziarie dove c'è un po' di confusione,
un po' di eccitazione; però, quello che sta accadendo in questi giorni -
secondo me - ha superato davvero ogni limite di tolleranza. Non so se il
Consiglio dei ministri continui a sfornare emendamenti a getto continuo, ma in
queste condizioni l'Assemblea non è in grado di operare. Porrete la questione
di fiducia, fate qualche cosa! Difatti, in questo modo è inutile che tentiate
di rovesciare tutta la responsabilità sull'opposizione, che starebbe facendo
ostruzionismo. Questa è una cosa che non regge. Vi state dimostrando inadatti
anche all'ordinaria amministrazione; è una questione davvero preoccupante.
Signor Presidente, faccia qualcosa! Tuteli la dignità di questa aula, perché
in queste condizioni lavorare non ha alcun senso (Applausi dei deputati dei
gruppi UDC (Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro), Forza
Italia e Alleanza Nazionale)!
MASSIMO
GARAVAGLIA. Signor Presidente, non ripeto le considerazioni fatte dagli
altri colleghi però alcune cose vanno chiarite. Questa situazione di caos e di
mancanza di rispetto delle regole si trascina da quando è iniziato l'iter del
disegno di legge finanziaria. Ciò è stato reso noto con una nota formale di
cui è primo firmatario il collega La Malfa, a cui ci siamo, bene o male,
aggregati tutti quanti. Nella risposta lei giustamente fa riferimento alla
possibilità, una volta terminata la sessione di bilancio, di mettere mano alle
regole e fare in modo che fatti come quelli che si sono succeduti in questa
sessione di bilancio non si ripetano più. Il problema è che però adesso
dobbiamo lavorare con le regole che ci sono: ma, almeno queste, cerchiamo di
farle rispettare. Finora il Governo ha presentato emendamenti riguardanti i
primi 30 articoli, mentre il disegno di legge finanziaria ne conta più di 200;
quindi, non vorremmo che fossero presentati ulteriori emendamenti fuori tempo
massimo e senza avere la possibilità neanche di leggerli ed approfondirli. Per
questo motivo, c'è bisogno davvero di un richiamo al rispetto delle regole e di
un richiamo alla serietà al Governo; quindi, se ci sono gli emendamenti, per
cortesia, dateceli subito, così potremo lavorare tutti serenamente (Applausi
dei deputati del gruppo Lega Nord Padania)!
MAURO
DEL BUE. Signor Presidente, intervengo per esprimere il disagio da
parlamentare della Repubblica, al di là del fatto che mi collochi
all'opposizione, nell'esaminare queste proposte emendative.
Non credo sia colpa sua, Presidente Bertinotti, la situazione di caos che si sta
determinando in questa aula. Penso che la responsabilità di fondo sia del
Governo per la scelta che ha compiuto di proporci una specie di finanziaria à
la carte, un affettato di finanziaria; d'altronde, una maggioranza affettata
non può che proporre un affettato di finanziaria, ossia una finanziaria frutto
di mille conflitti, di mille problemi, di mille esigenze e che pare non finire
mai, perché mai finiscono questi conflitti, mai finiscono questi problemi, mai
finiscono queste esigenze!
Risale alla fine della settimana scorsa l'intervista rilasciata dal
Vicepresidente del Consiglio D'Alema, che ha posto la necessità di rimodulare i
tagli della spesa dei ministeri. È di oggi una protesta del ministro Melandri
per i soldi sottratti al CONI.
Quand'è che vi metterete d'accordo e ci proporrete un testo su cui poter
finalmente iniziare a ragionare? Questo è l'interrogativo che ancora ci
poniamo!
ELIO VITO.
Signor Presidente, sono d'accordo con il collega Ventura, relatore stimato del
provvedimento, ma il punto è un altro.
Ventura, non è che noi, ogni ora e mezza, solleviamo un problema. Il problema
è che voi, ogni ora e mezza, presentate un nuovo emendamento! È esattamente
l'opposto (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia e Alleanza
Nazionale)!
E poiché ogni ora e mezza presentate nuovi emendamenti per i quali sono
previsti 20 o 30 minuti per la presentazione di subemendamenti, è evidente che
o sospendiamo i lavori dell'aula per consentire la presentazione dei medesimi o
si prevede un termine diverso.
Ma, Presidente, poiché alla base di ogni questione apparentemente tecnica,
regolamentare o temporale vi è sempre, in realtà, una questione politica,
allora vorrei osservare che anche in questo caso siamo in presenza di una
questione pienamente politica, la quale sta alla base del disagio che oggi sta
lamentando l'Assemblea.
Qual è la questione politica sulla quale vorrei richiamare l'attenzione del
Governo, della Commissione e del relatore? Su tutti i provvedimenti complessi ed
ampli come il disegno di legge finanziaria, che risulta essere enorme per vastità,
dimensioni e profondità dei temi trattati, vi è sempre la possibilità di
accogliere - anche solo per sbaglio - qualche emendamento presentato
dall'opposizione. In questo caso, la maggioranza e la Commissione bilancio
stanno bene attente ad evitare che possa accadere tale sbaglio!
Così, che cosa si fa (ecco l'insorgere del problema)? Vi è una proposta
emendativa dell'onorevole Delfino meritevole di attenzione e degna di essere
approvata, come, ad esempio, l'emendamento 19.9? Ebbene, «no»! La Commissione
ed il Governo non possono limitarsi ad esprimere parere favorevole
sull'emendamento Delfino 19.9: no! Si ingegnano a presentarne uno identico, come
l'emendamento 19.4 della Commissione - che noi dovremmo subemendare -, e da qui
nasce il problema!
Vi è una proposta emendativa presentata all'articolo 18 dall'onorevole Crisci
meritevole di essere approvata, come, ad esempio, l'emendamento 18.21? Che fa
allora la Commissione, esprime un parere favorevole? No: si inventa una
riformulazione del relatore, a nome della Commissione stessa, per non dare
all'onorevole Crisci la soddisfazione di vedersi approvato il suo emendamento (Applausi
dei deputati dei gruppi Forza Italia, Alleanza Nazionale, UDC (Unione dei
Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro) e Democrazia
Cristiana-Partito Socialista)! Naturalmente, trattandosi di una nuova
proposta emendativa della Commissione, dobbiamo anche subemendarla; magari, così,
Crisci subemenderà se stesso, ed il subemendamento presentato dall'onorevole
Crisci o dall'onorevole Delfino sarà bocciato dalla Commissione bilancio,
mentre verrà approvata, invece, la proposta formulata dalla Commissione stessa!
Ecco perché, Presidente, affermo che i disagi nascono dai disastri! Non so se
essi siano stati compiuti per cattiva volontà o per incompetenza, ma non credo,
perché i colleghi che compongono la Commissione sono tutti esperti ed hanno
trattato anche altre leggi finanziarie!
Mi rendo conto che sarebbe difficile per voi giustificare, al vostro interno, il
fatto che possiate condividere qualche emendamento presentato dall'opposizione.
Infatti, se lo fate, delle due l'una: o sono fatte bene le nostre proposte
emendative, o sono fatte male le vostre, ed allora voi siete costretti ad
imitare i nostri emendamenti!
Credo tuttavia, Presidente, che a volte la semplicità, la trasparenza e la
linearità del procedimento potrebbero essere molto più agevoli da ottenere;
pertanto, potete anche riconoscere di aver sbagliato, oppure che qualche nostra
proposta emendativa è giusta, ed allora potreste accettare direttamente i
nostri emendamenti. Si può chiedere di modificare la copertura finanziaria se
essa «disturba», e credo che i lavori dell'Assemblea risulterebbero più
chiari e trasparenti, anche dal punto di vista politico. In tal modo, non
avremmo il disagio o l'ingombro (non lo avrebbe neanche lei, signor Presidente)
di dover subemendare «finti» emendamenti presentati dalla Commissione, che
servono solamente per riprendere alcune buone idee proposte dall'opposizione (Applausi
dei deputati dei gruppi Forza Italia, Alleanza Nazionale e UDC (Unione dei
Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro)).
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