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Tutte le colpe di Titì che salvano il Priore della Chiocciola

Forse è veramente incredibile, ma chi avrebbe mai pensato che Sunto prendesse le difese del priore della Chiocciola nelle sue vesti di coordinatore degli onorandini? Certo Roberto Martinelli sa difendersi da solo, ma la situazione dei chiacchiericci emersi dopo a riunione di lunedì fa sì che vengano esposte, ancora e con maggiore chiarezza, tutte le tappe di cui, suo malgrado, il Priore della Chiocciola è rimasto vittima. Le responsabilità di Titì, il torraiolo trovatello Ceccuzzi che fa il pendolare dorato tra Siena e Roma, emergono alla luce dei fatti in modo inequivocabile a dimostrazione del fatto che tutto ciò che è stato sostenuto da queste colonne, e perfettamente a conoscenza dei nostri tre lettori quotidiani, è la verità assoluta. E su questo, come suol dirsi, non ci piove. Mentre l'onorevole Galletti passeggiava per Siena accompagnato per mano da Giacopelli (mano sinistra) e Demossi (mano destra), recandosi dal Priore della Chiocciola cui assicurava tutto l'impegno personale per la legge salva-Contrade, cosa faceva Titì? Presentava, senza dire niente a nessuno e di nascosto un emendamento al decreto legge finanziario, collaterale alla legge Finanziaria 2007. E lo faceva sconvolgendo ogni impostazione filosofica dell'argomento, andando a prelevare mille lire sui super-alcolici per far quadrare il bilancio statale. La fortuna è stata quella che l'argomento dei super-alcolici, come fonte di sostentamento del Palio, venisse spiattellato in forma ironica da Il Giornale e che la stessa mattina il Priore della Chiocciola si attivasse presso Titì per bloccare il tutto. Risultato finale: emendamento dichiarato inammissibile. A Titì veniva inoltrato un testo nuovo, senza alcun riferimento alla personalità giuridica dell'Ente Contrada, che avrebbe dovuto consegnare in Commissione Bilancio venerdì 21, termine ultimo per la presentazione degli emendamenti. Ma Titì si scorda della scadenza, anche perché il tutto scivola a martedì 24 e sapete cosa fa? Sta zitto, non dice nulla sul rinvio e non prende contatto con il Priore della Chiocciola. Poi martedì, a tarda serata la notizia. Noi la sappiamo dagli uffici di Roma della Commissione, Martinelli per altre vie. Sta di fatto che, per questioni tecniche, l'emendamento stabilito e suggerito dagli onorandini è completamente stravolto. Le Contrade di Siena vengono abolite a favore delle Associazioni storiche d'Italia e questo perché in una Finanziaria non si può fare riferimento ad interessi locali. Martinelli è a conoscenza di questa nuova situazione a fatto compiuto; nel senso che Titì lo mette al corrente solo nel momento in cui non ci sono possibilità per ulteriori interventi, agendo in modo particolarmente subdolo proprio della politica dell'arroganza e del potere. Il resto è solo attesa, che dovrebbe concludersi questo pomeriggio. L'augurio è che l'emendamento a favore delle Associazioni storiche venga giudicato inammissibile. Poi ci sarà ancora da divertirsi, anche in considerazione delle problematiche emerse nella riunione di lunedì degli onorandini. Comunque, quando sosteniamo che tra i pochi a Siena che possono insegnarci a trattare questioni di Palio c'è proprio il Priore della Chiocciola diciamo l'assoluta verità. Avete confrontato con quanta signorilità Roberto Martinelli ha detto che Titì ha sbagliato tutto, mentre a noi servono interventi quotidiani? Sì, abbiamo ancora molto da imparare. Così, semplicemente.

Sergio Profeti

2 novembre 2006