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Alla fine aveva ragione il comandante Marongin

Se la situazione fiscale dovesse trovare la via definitiva con l'emendamento presentato da Titì, si può tranquillamente affermare che questi tre anni siano stati buttati al vento e che, in conclusione, aveva ragione l'allora comandante provinciale della Guardia di Finanza Marongin. Se, infatti, questa sera gli onorandini si trovassero d'accordo nel continuare a tenere rapporti con Titì, anziché chiedere esplicitamente di ritirare il suo emendamento a favore delle Associazioni storiche d'Italia, ci sarebbe da chiedersi a cosa siano serviti questi tre anni passati attraverso le carte bollate per esaltare il ruolo del celebre Di Tanno. Se le Contrade di Siena, grazie all'inefficacia di Titì, si ritrovassero a bollire dentro il pentolone delle Associazioni storiche saremo davanti a quella soluzione che il comandante Marongin aveva suggerito ai due Onorandoni responsabili di tutto il crac fiscale, vale a dire, per non  fare nomi, Saladini e Paulesu. L'allora comandante Marongin, in quelle occasioni, aveva, infatti, suggerito di trasformare le Contrade in soggetti Onlus, suggerimento quest'ultimo ricopiato dall'Udc senese che sembrava avesse scoperto che, con il fuoco, l'acqua si riscalda e va a temperatura. Con le Contrade assimilate alle Associazioni storiche d'Italia, tanto valeva evitare tutte le problematiche fiscali, ancora aperte, e seguire la strada suggerita dal comandante Marongin. Tempo e denaro praticamente buttati al vento.

30 ottobre 2006