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Il testo della legge fiscale prima dell'interruzione della XIV Legislatura

La proposta di Volontè (PdL n. 98)

La proposta di Titì (PdL n. 424)

La proposta di Migliori (PdL n. 540)

La legge Martinelli

  E' vero: si è incartato

Roberto Martinelli, il Priore della Chiocciola, si è incartato sulla questione della legge fiscale a favore delle Contrade, più comunemente denominata come salva-Contrade. Domani alla presenza dei partiti politici che hanno sostenuto, nella precedente Legislatura, l'iniziativa, Martinelli presenterà un nuovo ed inedito schema di progetto di legge che, occorre immediatamente dirlo, deve essere bocciato. Il documento, che riproduciamo a lato, è un clamoroso passo indietro e nasconde forti pressioni alle quali Martinelli deve aver ceduto, in quanto provenente dalla banca Padrona sotto la spinta e direzione di Giuseppino della Mucchina. Se il documento di Martinelli dovesse essere recepito aprirebbe una stagione di insuccessi e di notevoli ritardi, vista la preoccupante situazione che si è sviluppata in Paramento con le bozze della Legge finanziaria 2007. Se Titì (il torraiolo trovatello Ceccuzzi, rappresentante anche del Parlamento italiano) ha dato assicurazioni precise a Martinelli, allora si può star certi che ci vorranno anni affinché si possa ottenere qualche beneficio fiscale a favore del mondo contradaiolo. Martinelli ha ancora tempo a sufficienza per tornare indietro e, tra i suoi errori, c'è stato quello di aver coinvolto troppe persone all'interno del meccanismo, evitando di tenere nella dovuta considerazione gli enormi successi ottenuti dalla Commissione Finanze nella precedente legislatura, specialmente sotto la guida delle strutture senesi e romane di Alleanza Nazionale. Ed è proprio per cancellare il grande lavoro svolto meticolosamente da Migliori, Pepe e Rosso, che Martinelli sta cercando di dipingere un castello i cui confini sono dettati dalla struttura politica che governa la città e la Banca Padrona: i DS. Ma analizziamo con attenzione il disastroso disegno di legge che Martinelli ha intenzione domani di illustrare. Il nuovo testo di legge di Martinelli deve trovare, in tempi brevissimi, un firmatario e, ammesso che vengano bruciati i tempi della burocrazia parlamentare, è ipotizzabile che il disegno di legge possa essere assegnato alla Commissione Finanze non prima della metà di ottobre. Questo significa che i lavori in Commissione non potranno che iniziare dopo un mese; sempre ammesso che Titì sappia emulare con attenzione tutti i passi compiuti tra  corridoi di Montecitorio da Lorenzo Rosso nella passata legislatura. Di questo, visto che Titì (il torraiolo trovatello Ceccuzzi) non sa ancora trovare le giuste porte nei corridoi (l'errore che sta compiendo è quello di scambiare le Exit con le Toilette), dubitiamo fortemente. Insomma, con un nuovo e avventato disegno di legge, si rischiano di perdere oltre 80 giorni di tempo prezioso, in considerazione del fatto che la Commissione Finanze sarà fortemente occupata a seguire le direttive del Governo sulla Finanzaria 2007. La prova che i DS vogliano cancellare, per evidenti ripicche di gelosia infantile, i successi ottenuti da Alleanza Nazionale è evidenziata dall'abrogazione, nel comma 1 del testo, del riferimento storico che si riallaccia al Bando del 1729, un emendamento che porta la firma di Riccardo Migliori. Ebbene, cancellare questo comma significa non solo che Martinelli non ha studiato con attenzione l'intero dossier della passata legislatura, ma significa  soprattutto dare spazio a quelle "associazioni storiche" di cui l'Italia pullula. Martinelli, come detto, non ha studiato con attenzione il dossier della precedente legislatura, perché altrimenti si sarebbe accorto che Sergio Rossi, deputato della Lega Nord, voleva allargare questi benefici fiscali non solo alle Contrade di Siena, ma anche alle cosiddette "associazioni storiche" che danno vita ai vari Palii d'Italia. Fu in occasione di una tesa riunione della Commissione Finanze che Benvenuti (DS) e Migliori (AN) riuscirono a far emergere il ruolo unico delle Contrade nel panorama italiano, isolando così le argomentazioni di Rossi. Di tutto questo Martinelli non ha conoscenza; i nostri tre lettori quotidiani sì. Il fatto, poi, che Martinelli abbia ceduto alle pressioni di Giuseppino della Mucchina è ben evidente nel nuovissimo punto 4 del suo testo che recita: "Nell'esercizio delle funzioni connesse ai Palii, il Capitano di Contrada ... non è sostituto d'imposta né rappresentante legale della Contrada". Letto così, questo punto farebbe esultare anche chi, nel 1260, non si trovava a Montaperti. Ma si tratta solo di uno specchietto per le allodole. Giuseppino della Mucchina deve aver pressato, attraverso il celebre Di Tanno, su questo argomento, poiché, finalmente, tutti i tecnici del mondo contradaiolo (anche Liborio Iudicello?) si sono perfettamente resi conto dei danni che produrrà alle 17 Contrade la celebre scatoletta Simmenthal, inventata di sana pianta dallo stesso celebre Di Tanno ed imposta d'autorità al mondo delle Contrade sia dalle pressioni di Giuseppino della Mucchina che dal potere dell'ex-onorandone ed ex-onorandino dell'Onda, tal Paulesu. L'inserimento di questo punto in un testo di legge, per come la vediamo noi, è un'aperta sfida sia nei confronti dell'Agenzia delle Entrate che della Guardia di Finanza. Qui si apre un nuovo capitolo: o si pensa che sia l'Agenzia delle Entrate che la Guardia di Finanza siano strutture stupide, oppure non si è ancora ben capito quale danno sta provocando fiscalmente la scatoletta Simmenthal del celebre Di Tanno. Si ricorre, così, ad un'invenzione che ha il sapore di una presa in giro sia per l'Agenzia delle Entrate che per la Guardia di Finanza, specialmente in un momento in cui è ancora pendente il ricorso incentrato anche sulla figura del Capitano di Contrada. Errore gravissimo sarebbe quello di pensare, e sostenere, che sia l'Agenzia delle Entrate che la Guardia di Finanza siano strutture "strulle"; se le due strutture statali vogliono, volontariamente, passare da "strulle", è un discorso che riguarda solo loro; ma pensare minimamente di farle passare da "strulle" è, decisamente, un altro ... capitolo. L'impressione è che Martinelli, con questo disegno di legge, voglia aggirare un ostacolo, causato dalle inopportune pressioni a suo tempo imposte all'ex-Onorandone Paulesu da Giuseppino della Mucchina che, con il celebre Di Tanno, era pronto a sorridere e sussurrare in città: "Visto? cosa ci voleva!". Invece in molti si devono ormai resi conto che la Scatoletta Simmenthal, quando verrà aperta, non conterrà certamente quel privilegiato taglio di manzo di prima scelta. Tutt'altro. Ecco perché si è voluti ricorrere ad un banale espediente che è messo lì come uno specchietto per allodole. Come agire allora? Semplice: continuare con quel testo di legge presentato da Titì, che non è suo ma ricopiato sfacciatamente dall'esperienza del relatore Pepe (AN), e far in modo di chiedere a Lorenzo Rosso come si cammina nei corridoi di Montecitorio. Martinelli deve rendersi conto che i successi ottenuti non vanno cancellati, ma ripercorsi con attenzione, usando le stesse strutture. Solo così a Natale avremo finalmente un testo di legge, l'unico, a favore delle Contrade di Siena, e non delle "associazioni storiche". Spetterà poi alla saggezza, e alle necessarie spinte, per far sì che siano inserti, tra un comma e l'altro, quegli aspetti che riguardano il riconoscimento, attraverso una legge dello Stato, della "personalità giuridica" delle Contrade di Siena. E' più facile e semplice di quello che potrebbe sembrare. Sempre ammesso che non ci si pieghi al potere del partito-padrone che vuole emergere a tutti i costi dopo avere volontariamente boicottato, con i disastrosi Izino, Paulesu, Vigni e Titì, l'azione di Alleanza Nazionale. Con le invidie e le gelosie non si muovono i passi giusti e corretti. E mentre tutto ciò che abbiamo affermato per Titì è arabo ad origine controllata, c'è da augurarsi che Roberto Martinelli, Priore della Chiocciola, sappia adeguatamente correggersi, sia in relazione alla sua intelligenza che alla sua competenza in materia. Tempo e occasioni non mancano. Così, semplicemente.

Sergio Profeti

7 settembre 2006