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E Siena deve ancora capire L'articolo apparso ieri su Il Sole 24 Ore, a firma di Carlo Marroni, è di per sé un sonoro ceffone a Siena, o, meglio, alla mentalità senese. L'articolo è quanto di meglio si potesse immaginare e se si tornasse indietro con gli anni, allorché Mazzoni della Stella inventò il Premio giornalistico, Marroni avrebbe sicuramente meritato il massimo riconoscimento con il premio economico. La parte finale dell'articolo di Marroni è una vera e propria lezione. Afferma il giornalista: "E' di circa due anni fa un'azione del Fisco sulle contrade, alle quali è stato contestato il regime no profit ... è difficile trovare fine di lucro in una contrada, e anche se un pur risibile guadagno vi fosse tornerebbe sulla strada, tra la gente dalla quale arriva. Girano soldi? Certo, ma sono come i regali di Natale, rientrano quasi interamente in circolo. Qualcuno ha detto che il Palio è la cosa più pulita del mondo: Tutti comprano, quindi nessuno si vende". E' una lezione per tutti coloro che, proprio nella legittima azione intrapresa dalla Guardia di Finanza, non hanno saputo trovare quegli spunti che sembrano, al contrario, essere ben radicati nel giornalista. E' una lezione per Izino, il quale, anziché trovare il dialogo ha pensato di attaccare le Fiamme Gialle accusandole di esibizionismo al pari degli animalai. E' una lezione per Giuseppino della Mucchina che, incoronatosi come il Napoleone delle Contrade, ha imposto il celebre Di Tanno. E' una lezione per l'ex onorandino dell'Onda, ed anche ex-Onorandone, che, lontano anni luce dai concetti espressi dal giornalista Marroni, non ha saputo altro che far inchinare tutti gli onorandini ai voleri di Giuseppino della Mucchina. E' una lezione per gli onorandini che non hanno saputo trasmettere sicurezza e, anzi, hanno preferito nascondere al proprio popolo tutte le tappe e le decisioni della vicenda. E' una lezione per quei commercialisti che, anziché pensare concretamente all'opposizione, hanno finito per convincere sulla giustezza di un rito economico che, pur modesto grazie alla sensibilità delle due strutture statali, è pur sempre un'ammissione. E' una lezione per chi ha voluto e sostenuto la nascita della Scatoletta Simmenthal. E' una lezione per i 17 popoli che hanno mutato i propri Statuti e regolamenti sotto la pressione dei rispettivi onorandini e del celebre Di Tanno. Fra tutte queste lezioni ci chiediamo, comunque, se Siena sia riuscita a comprendere fino in fondo l'articolo apparso ieri sul quotidiano più importante del Paese. Sergio Profeti 4 aprile 2006 |