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Gli applausi solo per Alleanza Nazionale

Finito, tutto finito. Sabato sono state sciolte le Camere ed automaticamente viene a cessare la funzione legislativa dell'attuale legislatura. Le aule di Camera e Senato continuano i loro iter istituzionali per l'approvazione di alcuni decreti leggi, niente di più. La legge fiscale, che avrebbe tolto dai guai in modo definitivo il mondo delle Contrade, dovrà ricominciare dall'inizio, con una nuova proposta di legge e con l'iter di discussione nelle varie commissioni parlamentari. Il lavoro compiuto finora va mestamente in archivio ed il grande lavoro logistico svolto dalle struttuire senesi e romane di Alleanza Nazionale è solo servito per dimostrare, all'intera città, come si possa lavorare per dotare la comunità senese di un bene (la legge) che sigillava perpetuamente passato secolare, presente e futuro. Se tutto il lavoro di AN è stato reso vano, questo lo si deve solo ed esclusivamente alla mentalità senese, che gioisce sugli insuccessi altrui. Mentre AN cercava di lavorare per il "bene collettivo", a Siena si tesseva una rete di controspionaggio tendente ad isolare il lavoro che pazientemente e quotidianamente Lorenzo Rosso e Riccardo Migliori riuscivano ad organizzare nei corridoi di Montecitorio. L'assenza diretta delle istituzioni senesi, che mai hanno creato un appoggio all'iniziativa di AN, oltre alle plateali lettere, del resto mai scritte ai presidenti delle Commissioni parlamentari a firma dell'Onorandone, del 23 gennaio, hanno più che mai confermato che Siena aveva decisamente sformato dell'attività parlamentare di Alleanza Nazionale. Il peggior segnale, comunque, è venuto dagli stessi onorandini che in ben due occasioni, nelle stanze del Palazzo dei Palazzi senesi, hanno fatto partecipato, facendo da contorno e da tappezzeria, alla campagna elettorale di izino, dove Vigni, l'onorevole, sparlava di un ipotetico e fantomatico emendamento sulla legge speciale per Siena, che negli archivi della Camera non esiste, sfoggiando certezze e piantando bandierine sulla legge fiscale, di cui lui, l'onorevole, si era dimenticato l'esistenza. Ed in attesa che venga riproposta, sul "menabò quasi approvato", la legge salva-Contrade avremo ghiotte occasioni per far emergere i meriti di chi ha creduto fino in fondo che Siena potesse avere, per la prima volta nella storia, una legge scritta appositamente per le sue 17 Contrade, nonostante gli onorandini.

Sergio Profeti

13 febbraio 2006