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Si deve ricominciare dall'inizio

Sabato 11 termina l'attuale legislatura e tutte le attività parlamentari si bloccano e non hanno alcun valore legislativo. La legge salva-Contrade dovrà rimuovere i suoi passi dall'inizio, come se nulla fosse accaduto da quando, nel settembre 2005, la struttura senese di Alleanza Nazionale si impegnò direttamente a far sì che la città di Siena, attraverso le sue secolari 17 istituzioni, fosse dotata di una particolare attenzione legislativa in campo fiscale. La chiusura delle Camere, di fatto, spedisce agli archivi dello Stato italiano tutto il notevole lavoro, scritto, orale e di "passeggio nei corridoi di Montecitorio", che in questi sei mesi è stato prodotto. Nonostante giovedì sia in programma il parere della XII Commissione parlamentare, non esistono più le condizioni temporali per far sì che il progetto di legge salva-Contrade ottenga la firma del Presidente Ciampi per diventare legge dello  Stato a tutti gli effetti. Prima dell'interruzione natalizia si poteva sperare concretamente che tutto il dossier terminasse positivamente il suo iter, ma sono state le pressioni del partito padrone della città, i DS, a creare tutte quelle condizioni di disturbo nei confronti di AN. Lorenzo Rosso e Riccardo Migliori sono stati volontariamente ignorati ed hanno lavorato da soli senza alcun supporto politico. Il fantasioso intervento di un DS locale doc-costruito, tal Brenci, della scorsa settimana è una più che valida dimostrazione di come i DS abbiano in tutti i modi dimostrato di aver sformato notevolmente dei successi ottenuti da AN, la cui organizzazione a Montecitorio ha dato prova di un altissimo senso di responsabilità nei confronti della città di Siena e della storia secolare che la contraddistingue. Il relatore della legge, Antonio Pepe di Alleanza Nazionale, ha costruito un articolato, che rispetta i dettami della Costituzione italiana e che avrebbe portato un notevole beneficio alle vicende fiscali che attanagliano il mondo contradaiolo. Purtroppo quella mentalità, primitiva e secolare allo stesso tempo, che fa di Siena una città dove tutti sono contro tutto e tutti (i nostri 4 lettori ne sono una testimonianza vivente), e nella quale ognuno vuole lasciare il suo sigillo nella storia futura, ha creato le condizioni naturali per annientare definitivamente l'iter parlamentare. Nella prossima legislatura si dovrà riniziare l'iter dal primo passo: la presentazione di una proposta di legge, che, ci auguriamo, rispecchi già i dettami ben ponderati da Antonio Pepe. Speriamo di poterne riparlare il prossimo autunno.

Sergio Profeti

6 febbraio 2006