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DS e UDC hanno isolato Alleanza Nazionale secondo le più elementari regole della storia senese Alleanza Nazionale da sola contro tutti e questo perché la classica e secolare mentalità di Siena impone il rispetto della più elementare regola: godere dell'insuccesso degli altri. I successi che la struttura senese di Alleanza Nazionale ha ottenuto a Roma, e nei corridoi di Montecitorio, restano, in tutta la vicenda della legge salva-Contrade un fattore di una validità inaudita. Mai nei secoli si era ottenuto un risultato così evidente ed importante, anche in virtù dell'assoluta costituzionalità formulata in settimana dalla Commissione Affari istituzionali del Parlamento. La legge salva-Contrade è una legge costituzionalmente valida e perfetta. E' per questi significativi successi, dovuti alla volontà di Alleanza Nazionale di proseguire da sola, e contro tutti, che a livello locale sia i DS che l'UDC hanno preferito aspettare la maturazione del virtuale insuccesso della struttura capeggiata da Lorenzo Rosso. Non si torna indietro nei secoli, ma siamo nel pieno rispetto delle regole che impone quella mentalità distruttiva propria della città di Siena. Ad Alleanza Nazionale è mancato un serio e costruttivo appoggio per superare gli ultimi ostacoli, o per far sì che i tempi nelle varie Commissioni venissero accelerati. Allorché i DS e l'UDC hanno capito che l'impegno di Alleanza Nazionale avrebbe potuto fruttare significativi risultati, ecco che si è ben pensato di sedersi, incrociando le braccia, ed attendere il cosiddetto "nulla di fatto". I DS senesi, più che l'UDC, non hanno voluto la maturazione di questa legge, appoggiati, del resto, dall'intera popolazione degli onorandini che, sempre presenti alle conferenze elettorali tenute da Vigni, l'onorevole, assieme ad Izino all'interno del Palazzo di tutti i Palazzi di Siena, non hanno mai preso posizione accanto ad Alleanza Nazionale per spingere, in modo costruttivo, verso un beneficio collettivo per l'intera comunità contradaiola. Gli onorandini hanno preferito schierarsi sulle linee del celebre Di Tanno, rifiutando energicamente di riconoscere i meriti di Alleanza Nazionale. Ma, oltre a queste precise responsabilità dei vertici contradaioli, chi riassume tutte le gelosie ed invidie procurate dai successi a Montecitorio della struttura di Alleanza Nazionale è quel responsabile incompetente che risponde al nome di Izino. Se la legge salva-Contrade fosse stata approivata in questa legislatura, per lui ed il compagno Vigni, l'onorevole, si sarebbe trattato dell'ennesima dimostrazione pratica del proprio insuccesso amministrativo. Ci sarà l'occasione anche per tornare su queste mancanze istituzionali. Così, semplicemente. Sergio Profeti 30 gennaio 2006 |