|
SUNTO Sunto non si compra ... si legge gratis - Dal 1976 l'informazione paliesca senza un briciolo di pubblicità - contatti
|
|
|
La sicurezza dei fantini è un problema delle Contrade non del Regolamento del Palio Questo è un articolo che non può essere letto dai quattrogiornisti, come l'Onorandone e il "predestinato successore". E' un articolo che riprende il concetto di base della filosofia del Regolamento del Palio e, ovviamente, non solo di questa: tutto ciò che non è proibito è ammesso. La dimostrazione di tutto questo è nella storia del Palio e, specificatamente, nella giustizia paliesca dell'agosto 1979. In quel Palio, tra l'altro, vennero richieste le discolpe ad Aceto, che correva, vincendo, nell'Aquila. Tra una mossa e l'altra Aceto si cambiò i pantaloni, perché fradici e potenzialmente pericolosi. Il cambio dei pantaloni, accuratamente pronti per l'evenienza grazie ad una cultura tecnica i cui "babbi" si trovavano (e si trovano tuttora) in Fontebranda, venne ripreso, nei particolari, dalla TV di Stato e, di conseguenza, fu oggetto di contestazioni dall'allora neo-eletta Giunta Barni. Il dossier su Aceto venne archiviato poiché il fantino non aveva infranto alcuna norma regolamentare, non esistendo alcun veto al comportamento contestato. Perché? Perché quello che non è proibito è, semplicemente, consentito. Nelle modifiche del Regolamento, attuate nel 1981, ai fantini sarà, come attualmente, proibito di cambiarsi i pantaloni ed il Colagè dovette restare, nell'agosto 1990, con gli stessi pantaloni bagnati. Tutta questa premessa, completamente inedita ai quattrogiornisti ed in particolare all'Onorandone e al "predestinato successore", serve a dimostrare la filosofia a cui abbiamo accennato e a proiettarci sul problema che riguarda la sicurezza dei fantini sul tufo. Martedì, in occasione dell'incontro tra onorandini e "predestinato successore", come noto sarà proposta la convocazione della Commissione del Regolamento per studiare la questione. Che dell'argomento se ne parli ufficialmente è positivo, ma sarebbe un errore incredibile che si arrivi a modifiche regolamentari. Il problema della sicurezza dei fantini non è un problema organizzativo, ma delle Contrade che, per Regolamento, ingaggiano il fantino e lo assicurano contro ogni e qualsiasi infortunio. I fantini sono, infatti, assicurati solo per le batterie della tratta e l'uso del "berretto protettivo" è la conseguenza degli effetti assicurativi. L'eventuale inserimento regolamentare sui corpetti protettivi ai fantini, da parte del Comune, dovrebbe limitarsi solo alla tratta. Del resto il "berretto protettivo" per le prove, proposta dal Comune di Siena agli inizi degli anni '90, venne esplicitamente bocciato dai 17 onorandini. Il problema assicurativo dei fantini per prove e Palio è un problema che riguarda solo il mondo delle Contrade, non certo degli organizzatori della corsa, cioè del Comune di Siena, che non proibisce assolutamente, nel suo regolamento, l'uso di sistemi protettivi e, di conseguenza, li approva per gli effetti della filosofia cui abbiamo accennato. Non vorremo che il mondo delle Contrade trovi il modo di scaricare responsabilità sul Comune poiché non riesce a trovare un filo conduttore logico ed un accordo concreto. E' possibile, infatti, che gli onorandini vogliano dirottare verso il Comune responsabilità che non appartengono certamente alla macchina organizzativa del Comune, proprio in virtù del fatto che i fantini, per prove e Palio, sono liberamente scelti dalle Contrade e da queste dipendono su tutti i settori, eccezion fatta per le posizioni disciplinari. Gravissimo errore sarebbe quello di modificare, al riguardo, le norme del Regolamento, mentre sarebbe opportuno quello strumento flessibile rappresentato dalle ordinanze amministrative che permettono di fronteggiare le situazione "sociali". Un'ordinanza, comunque, che dovrebbe solamente lasciare libere le Contrade, ed i fantini, di prescrivere autonomamente le misure di sicurezza. Comunque, la partita è appena agli inizi ed il problema riguarda principalmente l'assoluta inadeguatezza del "predestinato successore" a svolgere ricami su una questione delicata come questa. Così, semplicemente. Sergio Profeti 28 gennaio 2005 |