SUNTO

 Sunto non si compra ... si legge gratis - Dal 1976 l'informazione paliesca senza un briciolo di pubblicità -  contatti

 

 

Il Palio non deve nascondersi, ecco perché è giusto negare il tufo alla Rai

La certezza che la Rai produca effetti completamente negativi alla Festa, e questo dalla metà degli anni '70 ad oggi, arriva non tanto dagli attacchi scombussolati degli animalai, quanto dalla popolarità che ha assunto il Palio in giro per l'Italia. E' un danno che rappresenta il prodotto della volontà dei babbi degli attuali cinquantenni che hanno pregato, in perfetta sintonia con la megalomania della cultura senese, la discesa della televisione di Stato sul tufo ed hanno, anche, pianto quando la Rai aveva interrotto le sue invasioni. La Rai, attraverso le sue labili strutture, ha prodotto un irreversibile danno alla Festa che potrà recuperare il terreno, con un vero e proprio "piano di ripresa", solo quando la popolazione contradaiola dirà di no agli intrecci economici ed alla pubblicità occulta a favore della Mucchina. Il Palio non ha bisogno, o, meglio, non ha più bisogno, di "leggersi" attraverso la scatoletta, per il semplice fatto che non ha necessità di nascondersi davanti a nessuno. Se si pensa che l'infortunio al cavallo possa costituire un motivo di "occultamento della storia" ed un valido motivo per mandare via la Rai dal tufo, si commette una grossolana ingenuità, propria di quella mentalità ottuso-provinciale in cui si riconosce la città. Il Palio non ha mai nascosto a nessun media ciò che accade in Piazza e questo ancor prima che nel 1954 fosse inventata la TV di Stato. E da secoli, in pratica da quando si corre in Piazza del Campo, che tutti, ed anche gratuitamente, possono vedere cosa succede nei tre giri, attraverso quelle forme di comunicazione che si sono andate perfezionando nel tempo e che continueranno a perfezionarsi. E tutto ciò rappresenta un incredibile modo di amalgamarsi, da parte della Festa, ai tempi correnti ed alle sue strabilianti tecnologie. Ma la Rai se ne deve andare dal tufo perché effettua quel lavaggio di cervello che è proprio degli animalai, gli unici ad interessarsi se il cavallo si infortuna sul tufo. Quando nel Palio non si riscontrano infortuni ai cavalli, la Festa passa, su tutte le formule tecnologiche della nostra epoca, in silenzio, pur con la presenza della Rai. Ma quando accade qualcosa, e la prova l'abbiamo avuta, grazie soprattutto alla diretta collaborazione ed amicizia con gli animalai da parte del successore e di Giuseppino della Mucchina, proprio ad agosto, con la presenza della Rai sul tufo. Dov'è la differenza, se la Rai è sempre stata presente? La differenza è proprio nella "scatoletta virtuale" che viene usata per speculazioni folkloristiche e senza nozioni. Far cessare questa "differenza" è un dovere di tutti, permettendo così che la Festa non vada alla ricerca di scusanti per nascondersi. Con la Rai sul tufo la Festa deve cercare di nascondersi; senza la Rai la Festa non ha nulla da nascondere.

Sergio Profeti

14 gennaio 2005