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Allora è proprio vero: lo sformato ha fatto male Partiamo subito da una considerazione di base, per evitare ogni disguido che possa produrre ulteriori polemiche e strumentalizzazioni a livello locale e politico: la legge salva-Contrade ha bruciato tutte le tappe dell'iter parlamentare solo, ed esclusivamente, perché Lorenzo Rosso, con la struttura senese di Alleanza Nazionale, ha trovato i viottoli giusti per arrivare a Roma e seguire, passo passo, l'evolversi della situazione. Al di là di ogni considerazione che possa derivare da questo indiscutibile successo di AN, c'è da rilevare che Rosso ha portato "in gita" a Siena, prima ancora che la Commissione Finanze iniziasse il suo interessamento per la legge, nientemeno che il Vice Ministro delle Finanze facendogli toccare con mano una realtà locale che è difficile far leggere sui libri, o su note dattiloscritte. Quella che poteva sembrare una sfarfagliata di immagine si è rivelata una forma di dialogo che ha saputo produrre risultati concreti tanto da portare, nel giro di un mese e mezzo, ad una serie di sedute, compresa l'audizione di due persone completamente estranee alla vicenda contradaiola (Izino e l'Onorandone). Fatti e risultati alla luce del sole e, di conseguenza, con tutti i rischi che potevano scaturire. Il fatto che ci si trovi davanti ad un successo, un enorme successo, è lì a significare che i viottoli di Rosso siano stati percorsi con attenzione. Inutile nascondere questi fatti, incontestabili, che garantiscono in assoluto il successo personale di Rosso e quello politico di AN. Terminata la considerazione di base, appare opportuno mettere nel dovuto risalto come questo tipo di successo di AN sia rimasto nello stomaco di molti politici. La rapidità operativa messa in atto da AN cancella in modo irreparabile i tentativi di costruire una legge sia da parte di Vigni, l'onorevole dei DS, che della struttura dell'UDC. E', infatti, opportuno ricordare solo alcune cadenze temporali. Vigni ha presentato la sua legge nel novembre 2004 e solo dopo la scoperta del nostro www, nell'aprile successivo, si è venuti a conoscenza dell'iniziativa del parlamentare. L'UDC ha annunciato in aprile l'idea di una legge che è stata presentata solo a fine settembre e con caratteristiche che si mettevano in netto contrasto con le necessità contradaiole (ci riferiamo alla trasformazione delle Contrade in Onlus). Quindi, se AN ha bruciato tutti a chi vanno ascritte le colpe? E teniamo sempre nella dovuta considerazione che, nonostante le dichiarazioni negative formulate da Vigni, la proposta di legge è divenuta legge solo ed esclusivamente grazie al continuo ed incessante coordinamento di Rosso e della struttura senese di AN. Izino è il soggetto che ha sformato più di tutti sia del successo personale di Rosso che di quello politico di Alleanza Nazionale perché non solo, per l'ennesima volta, non è riuscito a capire l'importanza di prendere in mano la situazione, se non altro quella comunicativa, ma, nascondendosi dietro lo schermo del computer, non ha mai dato cenni di esistenza istituzionale sulla vicenda sperando, in cuor suo, che l'iter si inceppasse da un momento all'altro. E nel comportamento di Izino va letto quella mentalità ottusa, derivante dal risentimento, dall'invidia e dalla gelosia, che è una matrice indissolubile, attraverso i secoli, della mentalità di Siena, dove abbiamo avuto la fortuna di essere nati. Una mentalità ottusa che gode nell'attesa del momento negativo, senza proporre la positività che necessita. Per la legge salva-Contrade non è stato così. E' semplice, invece, mettere nel dovuto risalto il successo di AN e di Lorenzo Rosso, il quale non deve comunque coccolarsi nei risultati positivi ottenuti. La strada da compiere non è chilometrica, ma qualche centinaia di metri bisognerà ancora farli. Correndo. Sergio Profeti 5 dicembre 2005 |