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Siamo nella storia grazie a ...

Non erano sufficienti i cinque secoli di storia alle spalle, attraverso i quali le 17 porzioni di spazio "interne alle mura cittadine", come le ha indicate l'onorevole Migliori, per esser loro riconosciuto il ruolo di storia che avevano svolto. La natura giuridica delle Contrade, specialmente da quando la felice intuizione di Comucci ne illuminò i contorni, aveva sempre trovato spazio tra pesce e carne, senza mai sapere se le stesse Contrade dovevano essere considerate pesce o carne. Adesso, da ieri, non è più così. Certo, ancora il cammino da compiere è relativamente lungo, ma sicuramente non spinoso né difficile. Diciamo che ci troviamo nella fase degli ultimi ritocchi normativi che sono obbligatori prima che il Presidente Ciampi apponga la sua firma ed il testo, approvato ieri dalla Commissione Finanze, diventi legge dello Stato. Signori, le Contrade e la città di Siena entrano ufficialmente nella storia con il più ambito riconoscimento che si potesse ipotizzare: una legge ad hoc dello Stato con tanto di firma del Presidente della Repubblica. Sembrano leggende, cioè quelle forme che impoveriscono e falsificano la storia, quella vera. Invece non si tratta di leggende, ma di realtà pura e semplice e, quindi, di storia. Siamo nella storia grazie a ... Semplice sarebbe scrivere il contrario, ma avremo tempo a disposizione più che sufficiente per toglierci il gusto di scrivere anche questo "elenco". Siamo nella storia grazie a ... grazie alla legittima azione della Guardia di Finanza e grazie anche a quel "groviglio" intersecato di rapporti, di stima e di conoscenze che la struttura senese di Alleanza Nazionale, attraverso il suo Presidente provinciale Lorenzo Rosso, ha saputo presentare e mettere in piazza. Siamo nella storia grazie alla Guardia di Finanza che, svolgendo correttamente il suo compito istituzionale, ha messo a nudo e oscurato il celebre motto secondo il quale "A Siena si fa come ci pare". Il castello, costruito con arroganza, presunzione, incompetenza ed incapacità, si è sbriciolato nel momento in cui le Fiamme Gialle hanno iniziato a fare i conti. Allora, impauriti, timorosi e balbettanti i 17 onorandini (16+1) hanno ben pensato di stravolgere secoli di storia e di dichiararsi "evasori fiscali", viste le "ridotte" cifre che avrebbero dovuto pagare per mettersi in regola con il fisco, come avviene per qualsiasi attività commerciale. Da qui la certezza per la Guardia di Finanza di aver agito senza alcun risentimento, né forme di spettacolarità o di repressione. Di aver agito solo nel rispetto di quelle forme istituzionali per cui la struttura è nata ed opera, senza spettacolarità, senza repressione, senza risentimento. Siamo nella storia grazie ad Alleanza Nazionale e grazie a Lorenzo Rosso, che ha saputo rispondere alle critiche con i fatti senza, del resto, cadere in quel tranello, il chiacchiericcio, tesogli per far crollare il suo castello. Ed invece, quello di Rosso è stato un castello di tipo scozzese, dove le costruzioni, a differenza dei luoghi in riva al mare, non si edificano solo con sabbia e acqua. La struttura senese di Alleanza Nazionale ha dato una dimostrazione di lavoro negli incastri romani che merita applausi e rispetto. Insomma, per dirla senza tanti rigiri di termini, la legge se oggi esiste lo si deve solo ed esclusivamente ai rapporti eccezionali tra la struttura senese e quella romana di Alleanza Nazionale. Che piaccia, o no, poco importa. L'importante sono i fatti e le operatività che hanno portato Siena, o, meglio, le Contrade e Siena nella storia d'Italia. Oggi è S. Ansano, inizia l'anno contradaiolo. Una tappa non storica, inventata da pochi decenni; ma oggi è bello poter scrivere una pagina in più di quell'interminabile spazio "interno alle mura cittadine". Siamo nella storia e verrebbe da dire: così, semplicemente.

Sergio Profeti

1 dicembre 2005