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Se ne rendono conto?

Nel leggere il comunicato stampa del solerte e commovente ufficio-che-porta-la-voce-di-Izino c'è da rimanere, quanto meno, sbigottiti. La domanda che viene spontanea è una sola: si rendono conto di ciò che scrivono e sostengono? Testualmente Izino sembra ha affermato nel comunicato: "abbiamo spiegato i presupposti dai quali sono scaturite le due proposte di legge" ed inoltre "le motivazioni per le quali le nostre contrade sono soggetti di diritto storico". I nostri 5 lettori quotidiani sono formalmente diffidati a ridere davanti a simili affermazioni. Qui in gioco c'è l'intelligenza non tanto del lettore, quanto del mondo contradaiolo. Se in tutta la vicenda fiscale, che attanaglia il mondo contradaiolo da oltre un anno e mezzo, esisto "presupposti" da cui sono "scaturite le due proposte di legge", che poi sono tre, questi non sono certamente emersi da posizioni che accomunano, mano nella mano, Izino e l'Onorandone. Le affermazioni contenute nel comunicato di Izino sono un'offesa all'intelligenza del mondo contradaiolo, che ben conosce quali siano i limiti evidenti mostrati in tutta la vicenda sia da Izino che dall'Onorandone. Basterebbe ricordare a tutti un nome celebre, quello di Di Tanno, per rendersi conto che le proposte di legge avanzate sono maturate da ben altre direzioni di quelle su cui hanno spinto due tra i principali sostenitori dell'attività commerciale all'interno del mondo contradaiolo. Le 4 Contrade, che hanno perso ogni credibilità storica e giuridica dichiarandosi a tutti gli effetti evasori fiscali, sono lì a testimoniare la mancanza dei "presupposti dai quali sono scaturite le due proposte di legge". Ridicolo veramente il nuovo "diritto" inventato da Izino; in Italia, grazie a lui ed al suo commovente ufficio-che-porta-la-voce, esiste anche un "diritto storico", cui appartengono le Contrade (12 o 17?). Ma si rendono effettivamente conto di ciò che affermano?

Sergio Profeti

9 novembre 2005