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Povero onorevole Fabrizio Vigni!

Che figura, signori. L'onorevole DS Vigni, che a Roma nel 2001 è arrivato anche con il voto elettorale di chi scrive (purtroppo), sta uscendo dalla vicenda della legge salva-Contrade nella forma peggiore e completamente bastonato. Si sta rifugiando attraverso una serie, anche patetica, di comunicati stampa, il cui significato è solo di far felici i due quotidiani locali, che così riempiono le pagine senza fatica. Vigni ha raccattato l'ennesima figuretta di parlamentare che va ad infittire il suo "albo d'oro" dopo la vicenda della legge sul maltrattamento degli animali. La storia della legge salva-Contrade, che andiamo a ripercorrere brevemente, fa emergere non gtanto lo strapotere decisionale della sezione senese di Alleanza Nazionale, quanto, piuttosto, l'inconsistenza effettiva di un parlamentare come Vigni che è rimasto completamente passivo su una vicenda che, se saputa gestire con la dovuta saggezza, avrebbe prodotto una credibilità concreta sul suo operato parlamentare. Al contrario, i meccanismi che hanno portato il dirigente senese Lorenzo Rosso a gioire giustamente di un'iniziativa, pur plagiata, mettono in risalto la scarsa operatività di Vigni stesso. Perché? Perché seguendo i rituali ritmi operativi dei DS senesi, quelli, per chiarirci meglio, che hanno configurazioni e meccanismi avvolti dall'ombra, dalle tenebre e dai silenzi, Fabrizio Vigni, in assoluto silenzio, imbeccato da alcuni onorandini che avevano stilato il testo, presentò l'8 novembre 2004 una vera e propria proposta di legge che solo l'impreparazione dell'incompetente Izino il successore definirà in aprile come "emendamento alla Finanziaria 2004". Nessuna comunicazione ufficiale dell'iniziativa di Vigni, quasi a voler nascondere, come usano fare i DS, l'importanza che assumeva un provvedimento del genere. Nell'aprile 2005 l'UDC si presentò alla città con la voglia di presentare uno studio ed una proposta di legge che andasse a coprire la situazione fiscale ormai definita. Fu in quell'occasione che il nostro www evidenziò, con la cura nei particolari, che Vigni, sei mesi prima, aveva già presentato la proposta per salvare le Contrade dagli assilli fiscali. A quel punto, con particolare attenzione, Vigni venne allo scoperto ridicolizzando in parte la posizione di Izino il successore, il quale insisteva nel ritenere che la proposta di legge fosse un vero e proprio emendamento. Poi la storia è recentissima, con Alleanza Nazionale che capisce perfettamente quali siano gli equilibri da seguire nella vicenda. Prima plagia la proposta di Vigni, e nessuno, eccetto il nostro www, si preoccupa di evidenziarne la copiatura; poi porta a Siena pezzi da 95 del governo ed infine, mantenendo le promesse, ecco giungere il primo esame, storico, in Commissione parlamentare, cui partecipa anche Vigni con tanto di comunicato ufficiale. Nella vicenda Vigni ha perso, anche perché abbandonato da Izino il successore che ha fatto gli occhi dolci a Contento, perché non ha saputo, o voluto, credere nella potenzialità dirompente di Lorenzo Rosso. Un diverso atteggiamento avrebbe sicuramente portato a scrivere note diverse da queste, Sta di fatto che mentre Vigni continuava a ribadire che non esistevano tempi tecnici per la maturazione di un esame, Rosso ha saputo premere nelle giuste direzioni per portare in Commissione la proposta di legge salva-Contrade, plagiata a Vigni stesso, e, di fatto, cancellando inesorabilmente il tentativo dell'UDC.

Sergio Profeti

24 ottobre 2005