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Unica soluzione era il ricorso

L'interesse e, in principal luogo, gli studi collegati alla questione fiscale del mondo delle Contrade, una questione che, sia chiaro pèer l'ennesima volta, non esiste più, rappresentano spunti interessanti per la storicità della situazione. Solo per questa. Il resto non è né demagogia, né perdita di tempo, è solo un "servizio" storico e culturale che serve solo agli storici e cultori locali. Tutto qui. Pensare che possa esistere una legge studiata ad hoc per il mondo delle Contrade rappresenta una perdita di tempo per due motivi: l'improponibilità di un "salvataggio" allorché le vicende fiscali hanno già intrapreso il loro iter; l'impossibilità che una legislatura, sia quella attuale che quelle che si succederanno per gli altri 14 periodi futuri, possa minimamente pensare di elaborare un meccanismo che, a catena, scatenerebbe una serie impressionante di leggi "ad hoc". La realtà senese è una realtà diversa che sarebbe dovuta emergere solo in quelle aule di giustizia tributaria alle quali il mondo contradaiolo doveva rivolgersi per dimostrare che l'attività svolta non era un'attività commerciale. Adesso, grazie alle prime 4 Contrade interessate dalla vicenda fiscale (Bruco, Lupa, Nicchio e Pantera), il mondo contradaiolo ha dimostrato di essere uno dei numerosi "mondi commerciali" che esistono in Italia e che, pertanto, devono sottostare alle disposizioni normative. I concetti di circoli Arci, Uisp, Onlus e quant'altro sono tutti pagliativi, nei confronti dei quali, adesso, ci si vuole nascondere. La realtà è ben diversa. Le Contrade di Siena sono esistite prima dell'avvento della dominazione medicea; sono resistite, e l'evento è da rimarcare, alla razzista dominazione dei francesi; hanno una natura antecedente alla nascita dello Stato Italiano. Le celebri Onlus hanno caratteristiche quasi simili alle Contrade di Siena ed era su queste certezze che dovevano essere formulati i ricorsi: dimostrare che le attività di Contrada non producono effetti commerciali, né nel passato né nel presente. L'adesione volontariua al "concordato economiuco" con l'Agenzia delle Entrate ha, di fatto, ammesso il contrario di ciò che era da sempre stato tramandato e sostenuto. Non c'è più bisogno di costruire leggi; l'occasione è stata persa, grazie all'incapacità gestionale dell'attuale struttura amministrativa della città.

Sergio Profeti

10 ottobre 2005