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La nuova configurazione fiscale che attende il mondo contradaiolo Saranno completamente "nuove", dall'angolazione fiscale, quelle che finora erano considerate Società di Contrada, pur rimanendo con le stesse caratteristiche ... esterne. Il "concordato economico" a cui hanno aderito le prime 4 Contrade (e relative società) sottoposte a verifica fiscale da parte della GdF sta presentando angolazioni inedite per il mondo contradaiolo.La soluzione individuata, vista anche la massima disponibilità offerta per trattare la materia dall'Agenzia delle Entrate, non va al di là delle competenze stabilite dalla normativa statale nei confronti di associazioni di natura sociale e senza fini di lucro. Il fine di lucro, che la GdF è riuscita ad individuare, verrà circoscritto per quel tipo di attività che hanno matrice commerciale e, a quanto sembra, dovranno essere le stesse Società, completamente estranea alla rispettiva Contrada, ad individuarle nella loro attività annuale. E' questo segmento commerciale che interessa il fisco e verso il quale il gettito sarà rapportato in base alle percentuali stabilite dalla legge. Le scritture contabili saranno limitate solo a questa attività, con la tenuta della relativa documentazione, e, pertanto, verrà a cadere il motto "A Siena si fa come ci pare" che ha da sempre ispirato le attività, commerciali e non, delle Contrade, o, più opportuno, delle rispettive Società. Questa nuova configurazione fiscale è il frutto sia di un'ostentata sicurezza, che non è mai esistita, sia dello scontro istituzionale dovuto all'incapacità di leggere con la dovuta attenzione i segnali che si alzavano da Viale Curtatone, o Stradone degli Orti di S. Domenico se si preferisce. Viene, comunque, da sorridere nel rivedere cosa accadeva a metà degli anni '90 in quelle stesse strutture contradaiole che oggi esultano per l'accordo economico trovato con l'Agenzia delle Entrate, mentre allora, negli anni '90, inneggiavano con prepotente orgoglio l'inno "A Siena si fa come ci pare". 30 settembre 2005 |