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In Assemblea spesso non si racconta la verità

Sulla spinta del Nicchio, che, non presentando il condono fiscale, ha, di fatto, guadagnato economicamente, tutto il mondo contradaiolo si muoverà per chiedere "scusa" al Fisco e pagare quanto la legge fiscale impone. Le 16 Contrade, a tutti gli effetti, hanno, fino al 2003, evaso il fisco e dovranno rimettere a puntino anche le vicende commerciali del biennio 2004-05. Nel 2006, tutte e 17 insieme, si trasformeranno in vere aziende commerciali, abbandonando, di fatto, secoli di storia che le hanno rese "soggetti particolari" anche davanti allo Stato italiano, fino al 2003. L'onorandino del Nicchio si è tolto un peso enorme, pilotando, come fanno tutti gli altri colleghi, le impostazioni dell'Assemblea e non raccontando fino in fondo la verità dell'intera vicenda. Davanti a cifre paurose è stato prospettato un "patteggiamento" irrisorio sostenendo, tra l'altro, che tutto nel futuro si svolgerà con le stesse cadenze e con le stesse prospettive. Sbagliato, molto sbagliato. Il fatto è che il Nicchio si è trovato costretto a non far a meno della "mentalità Di Tanno", anche perché le pressioni di Izino e Giuseppino della Mucchina (in virtù della mancata squalifica dell'agosto 2004) non permettevano altre soluzioni. Gioco facile, e semplice, dichiararsi colpevoli e pagare irrisorie cifre nei confronti di quelle, ad esempio, del condono chiesto dall'Istrice. Ma ciò che, con la decisione del Nicchio, viene perso dall'intera popolazione delle 16 Contrade è un principio ed una verità che ormai appartengono al periodo della "preistoria" contradaiola. Viene da sorridere nel pensare ai motti che esaltano le folle "A Siena si fa come ci pare", e poi, quelle stesse folle, ad esaltarsi davanti ad accordi che ne cancellano la struttura storica. Viene ancora da sorridere nel ripensare a ciò che avvenne agli inizi degli anni '90, negli accordi intercorsi tra tutti gli onorandini, ed il mesto ritorno in Magistrato dell'allora onorandino Filippini. A quei tempi non esistevano né Izino, né Giuseppino della Mucchina.

Sergio Profeti

20 settembre 2005