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La grande occasione persa Sedici evasori fiscali scoperti, con estrema semplicità, dalla Guardia di Finanza ed 1 soggetto che, sapendo cosa significhi attività commerciale, si era cautelato chiedendo il condono tombale. Sedici più uno fa 17, e questo lo sa anche Izino. 17 sono le Contrade di Siena o, se si preferisce nascondersi dietro il dito, sono 17 società di Contrada. La differenza non c'è, non esiste e non può esistere, parlando tra "gente di Contrada", come avremo modo di vedere nei prossimi appuntamenti. Davanti a 17 entità, praticamente opposte a quelle che tutta la storia secolare della città conosceva, ci troviamo a prendere di una realtà che nessuno conosceva. Le responsabilità di questo mutamento operativo delle strutture contradaiole, da realtà che agiscono per il bene collettivo della comunità a veri e propri organismi commerciali che producono un reddito tassabile dal 1996, sono ben delineate e marcate e nessuno potrà cancellarne i nomi. Gli attuali onorandini (sempre 16+1) costituiscono il bacino dell'attuale irrimediabile sconfitta. E' stata persa la grande occasione per dimostrare, in modo inequivocabile, cosa rappresenti a Siena un insieme di 17 realtà; è un'occasione persa, ma anche una vittoria dei quattrogiornisti che, con la loro inesorabile e progressiva azione di conquista, sono riusciti a frantumare certezze culturali. Il denaro produce e promuove il commercio, anche a Siena ed anche nelle sue 17 realtà, una volta storiche. Al di là di questa cocente sconfitta del mondo contradaiolo, stanno per nascere altre sconfitte strettamente collegate. In un futuro vicinissimo ci sarà da pensare anche al linguaggio contabile dell'IVA, dello sfruttamento minorile della mano d'opera, delle leggi di sicurezza e quant'altro. Sicuramente i 16(+1) onorandini hanno proprio perso, ma con loro, purtroppo, l'intera città la grande occasione. 19 settembre 2005 |