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Chi paga la riduzione afferma di essere un evasore fiscale Il primo round della questione fiscale ha ormai i giorni contati; entro la prima settimana di settembre sapremo se l'invito a pareggiare la questione fiscale presentato dall'Agenzia delle Entrate sarà o meno accolto dalle quattro Contrade per ora interessate alla vicenda. C'è, infatti, da capire ancora se le quattro Contrade vorranno ancora definirsi tali, insistendo di conseguenza, sul principio di organismo sui generis, antecedente la costituzione dello Stato italiano, e obbligatoriamente riconosciute dallo stesso come "persone giuridiche con scopi sociali senza fini di lucro", oppure se, in realtà, enti a fini di lucro che, smascherati, possono risultare come evasori fiscali. L'azione legittima della Guardia di Finanza, al pari dell'analisi formulata dall'Agenzia delle Entrate, inquadra proprio nel settore degli evasori fiscali i 16 organismi, visto che l'Istrice si è già distinto come "evasore fiscale" andando a patteggiare con il condono fiscale di due anni fa. Se la prospettiva economica avanzata dall'Agenzia delle Entrate dovesse essere accolta, un saldo delle competenze di entità nettamente inferiore a quello stabilito dall'azione della GdF, significa sia che le 4 Contrade sono state per il periodo interessato, e per quello antecedente, degli evasori fiscali, sia che, come abbiamo sempre sostenuto, l'azione della GdF era, ed è, del tutto legittima. Verrebbe, con il pagamento dell'importo, concordato tra il celebre Di Tanno e l'Agenzia delle Entrate, a cadere nel ridicolo, più di quello che attualmente è, la continua campagna elettorale di Izino, tesa a scatenare l'opinione contradaiola contro l'azione della GdF, infiocchettando il tutto con frasi ad effetto che lo stesso celebre Di Tanno, con i fatti, ha smentito. 23 agosto 2005 |