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Fra tre anni gli effetti dell'isolamento fiscale dell'Istrice

Finalmente la chiarezza fiscale sulla posizione dell'Istrice è arrivata grazie alla chiusura delle verifiche fiscali da parte delle Fiamme Gialle. Il fatto che siano 16 e non 17 le società di Contrada nel mirino del fisco, significa che il fronte di quell'unità di intenti operativi era già rotto prima dell'inizio. Il fatto che i dirigenti dell'Istrice abbiano, solo in parte, ammesso davanti a tutti gli altri dirigenti la loro operatività fiscale è la dimostrazione di quanta mancanza di coordinamento esista non solo nel mondo contradaiolo, ma anche in quello istituzionale, dove l'Amministrazione comunale avrebbe dovuto agire in prima persona nel ruolo di massimo garante di un patrimonio della collettività composto da ben 17 porzioni. Adesso le porzioni sono solo 16, in quanto l'Istrice ha ammesso che la sua è sempre stata, fino al 2003, un'attività commerciale a tutti gli effetti e, come tale, sottoposta al regime fiscale della Repubblica italiana. Di conseguenza l'Istrice, in modo autonomo, ha perso il diritto di essere considerato all'interno di quella nicchia senese definita come "attività giuridica di antico diritto, senza fini di lucro e che svolge attività non imprenditoriale, ma di pubblica utilità". Gli effetti di questo isolamento dell'Istrice, e della decisione dei rispettivi dirigenti, emergeranno tra 3-4 anni; ma a quel punto sarà praticamente impossibile per Camollia sostenere di poter tornare indietro. Non si può pensare di essere considerati per certi anni attività commerciali, e per altri attività di pucclica utilità.

27 luglio 2005